Clemente Russo: "Torno sul ring per mettermi alla prova, non ho bisogno di soldi. Il Grande Fratello? Non lo guardo perché..."

Il responsabile tecnico della nazionale olimpica elite azzurra pronto a combattere ancora: "Non mi serve la popolarità. Sarà un match vero e non un'esibizione"
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Chiara Zucchelli

Pubblicato il 16.09.2026, 19:00

Clemente Russo anticipa le domande. D'altronde è fatto così. Incontra i giornalisti e, come fosse sul ring, parte subito forte. Tanto che anticipa le domande. "So che me lo chiederete - dice -, e quindi vi racconto subito perché torno a combattere".

Prego.

"Non torno sul ring per soldi o popolarità, ma lo faccio per tenermi in forma e non avere quella classica pancetta degli ex atleti, insomma non voglio sbracare".

Sia onesto: non è solo per questo che torna sul ring. Sfiderà il 21 novembre Momo Elmaghraby, il campione italiano in carica dei pesi mediomassimi.

"Non mi mancano i soldi o la popolarità, lo ribadisco. Sono stato uno che ha sempre guardato a non diventare come quegli ex atleti che sbracano, ci tengo al fisico e voglio mangiare bene e fare una vita sana. Sarà un match vero e non un'esibizione. E, anzi, voglio che i ragazzi mi vedacome un esempio. Un conto è parlare per sentito dire, un altro dimostrare le cose con l'esempio".

Non ha scelto lei il suo sfidante.

"Confermo. Mi sarebbe piaciuto di più affrontare Kogasso e sarebbe stato più difficile ma so che ha rifiutato e non ha voluto affrontare il match. Lui viene da 15 vittorie, ha messo su peso, avrei scelto un avversario più leggero, in tutti i sensi. Ma non importa. Io ho smesso di combattere e il giorno dopo ero già in palestra, lo sport è la mia vita. Quindi vincere o perdere cambierà poco, io sono già contento così perché mi sto mettendo in gioco per mantenermi in forma: ritornare a fare la vita da atleta è già una vittoria, se vinco ovviamente sarò contentissimo. Tutti verranno per vedere me, che vinca o che perda".

Eppure i social sono spaccati: ci sono i fan felicissimi per lei e gli haters che le rimproverano, soprattutto, la scelta di non essere mai stato professionista.

"È vero che non ho mai partecipato alle 4 sigle professionistiche, ma ho fatto 6 anni il semiprofessionismo sulle 5 riprese e la finale sui 7 round e poi ho fatto due anni del professionismo della vecchia federazione mondiale, dove mi qualificai con il circuito di otto round alle Olimpiadi di Rio. Ci sono haters realmente cattivi e altri solo ignoranti. All'Allianz Arena il 50% delle persone verrà per vedermi vincere e gli per vedermi perdere. Tutti comunque verranno per me e l'importante è che se ne parli, non importa se bene o male. Di certo vorrei una tavola rotonda per confrontarmi con loro. Io dico la verità, sempre. Questo match nasceva come esibizione ma poi per tanti cavilli regolamentari abbiamo deciso di fare un vero match, per cui mi devo tesserare all'estero. Poi sul fatto che un maestro non può combattere c'è una delibera federale che lo permette".

Con quale federazione si tessera?

"Non posso ancora dirlo".

Può dirci, però, se sarà un caso unico o tornerà ancora sul ring.

"Intanto inizio a fare questo, poi il regolamento permette di combattere fino a 45 anni e chssà se ci prendo gusto che non combatta con qualche mio vecchio avversario. Già oggi mi hanno mandato delle locandine con un 'Russo-Usyk' , terzo match per un bell'addio al pugilato. Sarebbe bello".

Capitolo Grande Fratello.

"Ma io non lo guardo, non mi interessa".

Però ha partecipato.

"Sì, certo, ci allenavamo in casa. Forse solo Bettarini avrebbe potuto, da ex sportivo".

Non ha la "panzetta" come lei?

"No, ma sto lavorando con allenamenti sodi. Tra un po' non avrò più neppure quella".