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Rugby, bufera Nazionale. Azzurri contro il presidente

La FIR vuole cambiare la politica dei premi per la Coppa del Mondo, i giocatori contrattaccano con un tweet

 Francesco Volpe

mercoledì 15 aprile 2015 00:41

La guerra è dichiarata. Con un tweet. E un hashtag: #portacirispetto. Gli azzurri contro il presidente federale. Una spaccatura profonda a cinque mesi dalla Coppa del Mondo. Il casus belli nelle parole di Alfredo Gavazzi una settimana fa, in occasione del consueto bilancio del Sei Nazioni con la stampa specializzata. "Voglio una Nazionale di giocatori, non di pensionati" aveva detto il presidente. E ancora: "Sono stanco, al 15° posto del ranking mondiale non ci sono andato io". Due frasi durissime, la piattaforma per una rivoluzione. Alla Coppa del Mondo di settembre-ottobre in Inghilterra, Gavazzi ha intenzione di stravolgere le consuetudini. Niente più gettoni di presenza per i 23 azzurri che vanno a referto e poi premi a vittoria e a qualificazione per i quarti di finale (mai raggiunta). A parità di budget stanziato (circa 60.000 euro a testa), la FIR vuole pagare, tutto assieme, solo in caso di passaggio del turno. Una filosofia su cui si può essere d'accordo o meno, su cui certamente si può discutere, ma illustrata dal presidente senza un briciolo di savoir-faire, come spesso gli accade.

Dopo le cannonate era scoccata però l'ora della diplomazia. Almeno sul fronte degli azzurri. "Sarà una trattativa lunga, delicata" ci spiegava ieri mattina l'avvocato Matteo Barbini, ex nazionale, figlio e fratello di nazionali, nonché rappresentante della GIRA, l'associazione dei giocatori. Prudenza comprensibile, spazzata via dal tweet postato in serata dal capitano Sergio Parisse.

"dei pensionati sono stanco, al 15° posto del ranking non ci sono andato io" #portacirispetto

Retweet a pioggia, con gli altri azzurri in prima fila. Tutti, nessuno escluso. Figuratevi: nel rugby il capitano conta qualcosa... Ma non solo i giocatori hanno risposto. Anche i tifosi, tanti. Per lo più, non tutti, favorevoli alla presa di posizione del leader azzurro. Tra i retweet anche quello della GIRA, il che fa supporre che l'iniziativa fosse concordata. Non il modo migliore per rasserenare gli animi e portare avanti la trattativa. In attesa che oggi il pianeta ovale si accorga di come da noi volino gli stracci anche su questioni che richiederebbero un minimo di cautela e riservatezza. Per il rugby italiano un'altra figuraccia. Questa sì mondiale.

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