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L'Inghilterra e quel rito alla Porta del Leone d'oro

L'Inghilterra e quel rito alla Porta del Leone d'oro
© Getty Images

Comincia il Mondiale: i padroni di casa entrano a Twickenham tra due ali di folla e davanti a un muro di tifosi

 Francesco Volpe

venerdì 18 settembre 2015 19:25

INVIATO A TWICKENHAM

Il boato fa tremare i vetri della sala stampa. Sono le 18.08, ora di Greenwich. Il pullman dell’Inghilterra si ferma a 50 metri dal Lion Gate, la Porta del leone, un pilastro sormontato da un maestoso leone dorato che segna l’ingresso principale al tempio di Twickenham. I giocatori, che stasera aprono la Coppa del Mondo contro le Fiji, scendono uno ad uno, tra due ali di folla in delirio. Ma quel che più impressiona è il muro di gente assiepata sui ballatoi e le scale d’accesso alla West Stand, la tribuna principale di Twickenham. Gli inglesi attraversano il cancello, si dirigono in fila indiana verso gli spogliatoi, e il boato aumenta d'intensità. Uno tsunami vocale da brividi. E’ una sorta di rito collettivo, una cerimonia al tempo stesso propiziatoria e di speranza. L’Inghilterra saluta i ragazzi di Stuart Lancaster che cominciano la loro avventura iridata. L’ultima fu un disastro, tecnico e d’immagine. Eliminati ai quarti dalla Francia dopo notti brave, lanci di nani (sic!), tuffi dai traghetti, scandali, multe, un mare di polemiche. Questa è un’Inghilterra diversa, questa Coppa del Mondo non può finire allo stesso modo. L’Inghilterra entra a Twickenham e, idealmente, trova tutta l’Inghilterra ad accoglierla. Da brividi. Il Mondiale può cominciare.

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