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Gli All Blacks, la Namibia e una birra d'altri tempi

Gli All Blacks, la Namibia e una birra d'altri tempi
© Getty Images

Ai Mondiali, Deysel ha segnato l'unica meta della piccola Namibia ai giganti. E raccontato un simpatico retroscena

 Francesco Volpe

venerdì 25 settembre 2015 13:34

INVIATO A LEEDS
Un frammento di rugby antico. Di prima del motore, direbbe Francesco De Gregori. E’ accaduto giovedì sera a Londra. La partita era Nuova Zelanda-Namibia. I campioni del mondo contro la squadra con il ranking più basso (20° posto) impegnata in questa Coppa del Mondo.

INVITO - Otto anni fa, in Francia, Gli All Blacks demolirono i debuttanti portoghesi (108-13) e poi accettarono di giocare a pallone con loro. Finì 3-1… per i “fratelli” di Cristiano Ronaldo. D’altronde con la palla arrotondata McCaw e compagni non hanno troppa familiarità. Qualcosa di simile si è ripetuto giovedì, dopo la scontata vittoria (58-14) della Nuova Zelanda. Niente calcio, solo una birretta, ma assolutamente fuori protocollo. “A fine partita i neozelandesi ci hanno invitato a prendere una birra con loro. Siamo andati tutti. Sono dei ragazzi simpatici, di un’umiltà straordinaria” ha raccontato Johan Deysel junior, il centro namibiano che è nato in Sudafrica e ha segnato l’unica, storica meta della Namibia contro gli All Blacks.

PAPA' - Deysel ha giocato davanti al padre, Johan senior, anch’egli nazionale in passato. “Era emozionato, orgoglioso di me. Venticinque anni fa lui segnò mete all’Irlanda, al Portogallo e allo Zimbabwe. Ma contro gli All Blacks è tutta un’altra cosa”.
Alla Coppa del Mondo di dodici anni fa, in Australia, la Namibia finì umiliata dai Wallabies per 142-0, tuttora lo scarto più pesante nella storia del torneo. Stavolta la solita banda di (pochi) professionisti e (tanti) dilettanti ha tenuto dignitosamente testa ai campioni del mondo. Piccoli rugbisti crescono.

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