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Piloni sì, piloni no: l'Italia nel labirinto della mischia

Piloni sì, piloni no: l'Italia nel labirinto della mischia
© Getty Images

La Coppa del Mondo sta confermando che il nostro tradizionale punto di forza è diventato un problema: ecco perché

 Francesco Volpe

venerdì 25 settembre 2015 17:45

INVIATO A LEEDS

Non si parla che di piloni. Che sono quelli grossi, non più grassi ma ancora "cattivi", che vanno in campo con le maglie numero 1 e 3 (e in panchina con la 17 e la 18). L’architrave della mischia. Se reggono loro, tutta la casa sta in piedi; se indietreggiano, prima o poi finisce in Caporetto. Se n’è accorta l’Italia una settimana fa contro la Francia (10-32), all’esordio in questa Coppa del Mondo. O un mese fa, a Edimburgo, nel test di preparazione con la Scozia (7-48). Partite indirizzate da un fuoco di fila di calci di punizione fischiati contro i nostri due titolari: Matias Aguero (il sinistro) e Martin Castrogiovanni (il destro). Dopo la sconfitta con i francesi il c.t. azzurro Jacques Brunel è sbottato: “Con la sua gestione della mischia, l’arbitro ha squilibrato la partita”. Da allora nel clan italiano non si parla d’altro.
Sull’argomento ieri è tornato il c.t., rivelando di aver parlato a lungo con Joel Jutge, capo mondiale degli arbitri, non senza avergli prima inoltrato un video con tutte le supposte malefatte del sudafricano Joubert. “Jutge ci ha dato ragione” sostiene Brunel. Insomma, Joubert avrebbe sbagliato nel giudicare il complesso groviglio di legature, avambracci, posizione della testa e dei piedi che costituisce l’insondabile segreto della confraternita dei piloni. Intanto però, per non saper né leggere né scrivere, contro il Canada (domani a Leeds, ore 15.30 it), il c.t. ha deciso di schierare i due piloni di rincalzo: Lorenzo Cittadini e Michele Rizzo. Della serie: vediamo se il problema sono Aguero e “Castro” o è il metro arbitrale. “A noi non fischiano calci contro perché arretriamo di dieci metri, come avviene di solito quando una mischia è inferiore e in difficoltà. Noi veniamo puniti pure se andiamo avanti - l’analisi fatta oggi dal tecnico degli avanti, Giampiero De Carli, ex pilone-tallonatore di Rugby Roma, Stade Français e Calvisano - Dobbiamo cercare di capire cosa vogliono gli arbitri. Nessuna colpa ad Aguero e “Castro”, ma abbiamo cinque piloni e, visto cosa è successo con la Francia, tentiamo di migliorare”.
In tutto questo, una sola certezza: il settore del gioco in cui eravamo dominanti, da due anni a questa parte, da quando sono cambiate le regole d’ingaggio e la potenza del pilone destro non fa più la differenza, è diventato un labirinto da cui non riusciamo più a uscire.

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