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Canada, c'è un "italiano" sulla strada degli azzurri

Canada, c'è un

Il c.t. Crowley negli anni 80 ha giocato a Parma: "Ricordo vino e cibo più che il rugby. Domani? Sarà battaglia"

 Francesco Volpe

venerdì 25 settembre 2015 19:14

INVIATO A LEEDS

Kieran Crowley, coach dei canadesi che domani affrontano l’Italia in Coppa del Mondo, all’Elland Road di Leeds (ore 15.30 it.), è una nostra vecchia conoscenza. Neozelandese, 54 anni, ha giocato due stagioni da estremo nel Parma anni Ottanta (1982-84), prima di entrare nella “rosa” degli All Blacks e conquistare il titolo mondiale nel 1987, seppur da rincalzo di John Gallagher. Allena il Canada da sette stagioni, dopo aver vinto il titolo mondiale U.19 alla guida dei Baby Blacks. In questo lasso di tempo non è che i “Canucks” abbiano fatto meraviglie, ma agli ultimi Mondiali (Nuova Zelanda 2011) sono riusciti a battere Tonga e pareggiare con il Giappone.
“Il nostro problema è che non siamo inseriti in nessuna grande competizione su base annuale, Sei Nazioni o Rugby Championship - spiega Crowley dopo il tradizionale “captain’s run” a Elland Road -  Giochiamo sì e noi sei partite l’anno e i miglioramenti sono molto lenti. Anche perché in Canada non esiste un campionato professionistico, i più forti emigrano e la selezione è sempre molto difficile. Di fatto riusciamo ad avere la squadra migliore solo ogni quattro anni, per la Coppa del Mondo”.
Sulla partita contro gli azzurri ha le idee chiare: “Dobbiamo contrastarli davanti. Il vecchio adagio è sempre valido: le partite si vincono e si perdono con la mischia. Prevedo uno scontro molto fisico, di posizione. Mischia, touche: il gioco italiano si sviluppa attorno a questi punti fermi. Noi dovremo impegnarli lì e non lasciarli scappare nel punteggio, come è avvenuto con l’Irlanda”.
Della sua esperienza a Parma ha bei ricordi, ma… poco rugbistici: “Il vino e il cibo erano meravigliosi. Il rugby? Beh, l’Italia è un Paese calciofilo, però quel Parma era una buona squadra. Ci allenava Marco Pulli (che all’epoca era pure c.t. della Nazionale; ndr) e ricordo che uno dei migliori era il pilone, Stefano Romagnoli (altro ex azzurro; ndr)”.

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