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Rugby Sei Nazioni, Brunel saluta Roma: «Volevo vincere di più»

Rugby Sei Nazioni, Brunel saluta Roma: «Volevo vincere di più»
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Ultima da ct in casa per il tecnico francese: «Certi successi avrebbero cambiato la storia»

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giovedì 25 febbraio 2016 15:16

ROMA - Quella di sabato contro la Scozia sarà l'ultima apparizione casalinga di Jacues Brunel come ct dell'Italrugby. Il tecnico francese lascerà infatti l'incarico al termine del 6 Nazioni, che come ultimi impegni riserva agli azzurri le trasferte di Dublino e Cardiff. Brunel quindi vorrebbe salutare Roma in bellezza, quindi con una vittoria che significherebbe anche evitare il 'cucchiaio di legno'.

Intanto oggi il tecnico ha fatto un primo bilancio delle sue cinque stagioni alla guida degli azzurri: "Difficile fare un bilancio - ha spiegato in conferenza stampa -, perché in rapporto ai risultati siamo, sono, indietro rispetto a quanto pensavo. Ci sono partite che non abbiamo saputo vincere e che potevano cambiare certe valutazioni". L'allenatore di Courrensan che in patria è anche uno stimato produttore di vini cita in particolare la gara di Twickenham contro l'Inghilterra nel 2013, o la doppia sfida con l'Argentina "in cui per due volte siamo arrivati a 5 punti". "Oppure il match contro l'Australia a Firenze - ricorda -: sono partite con squadre di primo livello, che potevano cambiare la fiducia, mantenere ancora più alta questa esperienza. Purtroppo, una partita vinta o persa di 3-4 punti cambia tutto".

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ESPERIENZA POSITIVA - Un'esperienza, quella in Italia, comunque positiva per Brunel: "È stata una bella esperienza - spiega - e sono molto contento, ho scoperto un rugby diverso da quello che conoscevo. Il mio rammarico è quello di non aver saputo creare una sinergia tra le differenti componenti del rugby italiano". Cosa vuole dire ai tifosi italiani che lo applaudiranno sabato? "Che sfortunatamente non ho potuto dare le vittorie che si aspettavano, soprattutto a Roma - risponde Brunel -. Ma ho trovato sempre uno stadio, un pubblico, meraviglioso. È un peccato non avere potuto fare di più, ma spero che l'immagine che abbiamo dato spesso, non so se sempre, sia stata quella che i tifosi italiani volevano vedere della squadra". Al di là dell'autocritica, Brunel sente di aver anche dato al movimento azzurro: "Ora le franchigie del Pro12 hanno alzato un po' più il livello - spiega -. I giocatori non avevano l'abitudine a giocare a certi livelli, ora è un po' diverso e siamo più vicini a tutte le squadre".

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