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Rugby, Castrogiovanni si sfoga: ecco la mia verità su Las Vegas

Rugby, Castrogiovanni si sfoga: ecco la mia verità su Las Vegas

Dopo il licenziamento da parte del Racing 92, il rugbista azzurro racconta la sua versione su Facebook: «Fu il club a chiedermi di non partire per la semifinale di Champions»

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lunedì 30 maggio 2016 21:26

ROMA - Martin Castrogiovanni vuole fare chiarezza sulla vicenda che lo riguarda, e sul week end trascorso alla festa del PSG a Las Vegas, con foto finite sui social, mentre i suoi compagni del Racing 92 giocavano la semifinale della Champions rugbistica contro i Leicester Tigers. C'è stato poi il licenziamento da parte del club francese, ma ora 'Castro' si sfoga sul suo profilo Facebook e racconta la propria versione dei fatti.

IL WEB SI SCATENA

IL MESSAGGIO - «Alle parole ho sempre preferito i fatti. Ho sudato e ho fatto sacrifici, tutto quello che ho ottenuto nella mia vita me lo sono conquistato - spiega Castrogiovanni - e credo che i traguardi che ho raggiunto possano parlare per me. Alle chiacchiere ho risposto con il silenzio, ma ho letto tante inesattezze che mi hanno ferito come uomo e come giocatore di rugby, e adesso che non sono più un tesserato del Racing è arrivato il momento di fare alcune puntualizzazioni». L'uomo che è anche uno dei "simboli" del rugby azzurro sottolinea di non essere «quello descritto in alcune interviste e non ho mai voluto creare dei problemi al Racing 92. Anzi ho dato tutto me stesso sin dall'inizio quando ho forzato i tempi di recupero per tornare presto in campo, dopo la delicata asportazione del tumore alla schiena. Stavo andando con la squadra per la sfida contro Leicester del 24 aprile - continua -, anche se non ero stato convocato, e il club all'ultimo momento mi ha chiesto di non partire per motivi totalmente indipendenti dalla mia volontà. Mi ha fatto male leggere che avrei mentito per non partecipare alla semifinale di Champions, io che ho sempre messo il rugby al primo posto e non mi sono mai tirato indietro, nemmeno quando i tacchetti degli avversari mi colpivano sugli zigomi». 

LO SFOGO - «Sono molto amareggiato per essere stato condannato pubblicamente dal club per il viaggio negli Usa - è lo sfogo di 'Castro' -, senza nemmeno avere la possibilità di discutere né di confrontarmi con loro. Sono stato messo fuori squadra senza poter avere un chiarimento nello spogliatoio con compagni e allenatori. Per la mia esperienza a Parigi avrei voluto un finale diverso, è stato un anno speciale perché ho dimostrato che si può tornare a giocare nella Top14 e in Champions dopo un'operazione complessa, e per me scendere di nuovo in campo è stato come rinascere. Avevo immaginato di finire con un giro di campo e il saluto dei tifosi che mi hanno sostenuto nelle battaglie. Purtroppo non sarà così».

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