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Parisse: "Retrocessioni? Chiedete alla Francia..."

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© Getty Images

Il capitano azzurro attacca: "Le big accetterebbero il rischio di finire in B? L'Italia s'è meritata il posto nel Sei Nazioni, la Georgia non ha mai sconfitto una grande"

 di Francesco Volpe

venerdì 18 marzo 2016 19:39

INVIATO A CARDIFF

Gli inglesi e i loro fratelli (fratelli?) hanno inventato tanti sport. Dal calcio al rugby, dal cricket al golf. Adesso va di moda il tiro all’azzurro. Il gioco funziona più o meno così. Si va in conferenza stampa e, se non si ha nulla di più intelligente nell’encefalo, si chiede a Parisse cosa ne pensa dell’idea di introdurre promozioni e retrocessioni nel Sei Nazioni. Poi, per dirla con l’indimenticabile Enzo Jannacci, si resta a guardare l’effetto che fa. Il nostro capitano, solitamente gentile ed educato, di questo gioco ne ha piene le tasche (preferisce di gran lunga la playstation) e oggi ha definito la domanda “stupida”. Così, senza giri di parole. Poi ha contrattaccato. “Pensate che un’Irlanda o una Francia, che con noi stava per perdere, accetterebbero il rischio di finire a giocare il Sei Nazioni B (che oggi comprende Georgia, Romania, Russia, Spagna, Portogallo e Germania, in ordine di classifica; ndr)? Eppoi la Georgia non ha mai vinto una partita contro una “grande” e la Romania l’ha fatto in epoche preistoriche. Noi abbiamo sconfitto tutti tranne l’Inghilterra, perché dovremmo essere in discussione? Questo è un momento difficile per l'Italia, ma non è da oggi che ci siamo meritati il rispetto delle altre squadre”.
    Dopo il ko in Irlanda, la Nazionale è rimasta quattro giorni in ritiro a Dublino per preparare il durissimo incontro di domani contro il Galles. “Ne abbiamo approfittato per dirci in faccia delle cose. Resta tutto nello spogliatoio, ma di sicuro un approccio come quello di una settimana fa non deve ripetersi. Mi aspetto una reazione d’orgoglio”. Sarà per questo che i capelli degli esordienti di Dublino, Michele Fabiani e Alberto Lucchese, non sono stati sottoposti alla consueta… potatura. Di voglia di scherzare ce n’era veramente poca. Meglio così.

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