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Maratona ai Mondiali, Dossena e Epis nell'afosa notte del Qatar
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Maratona ai Mondiali, Dossena e Epis nell'afosa notte del Qatar

A Doha in Qatar questo venerdì c'è la maratona femminile. Sara Dossena e Giovanna Epis sono pronte, ma c'è l'incognita caldo con 48 gradi e si corre a mezzanotte per la prima volta

DOHA - Si corre, non si corre. Annullate marcia e maratone. Notizie vere e notizie false che si diffondono a pochi giorni dai Campionati Mondiali di atletica al via nella caldissima Doha, Qatar, questo venerdì 27 settembre.

 Per la prima volta i mondiali si terranno dunque in medio oriente ed in un periodo non solito per le consuetudini di chi mastica atletica. Da sempre Europei, Mondiali, Olimpiadi si tengono in Agosto, ma la forza economica del Qatar ha avuto il sopravvento e valutate le condizioni climatiche agostane si è scelto di farli svolgere ad inizio autunno.

 La novità ulteriore e che sta mettendo tanti punti interrogativi nella testa degli atleti è lo start previsto delle gare di endurance, ovvero la maratona e le gare di marcia: colpo di pistola alle ore 24. Ebbene sì: a mezzanotte.

 Non la classica mattina, non l’alba, come già accaduto qualche volta, ma la notte con il buio e la luce artificiale. Quanto rende un atleta a quell’ora? Gli africani che sono da decenni i favoriti in maratona sforneranno come sempre una super prestazione oppure risentiranno di quest’orario così diverso?

 In questo momento la sera a Doha vi sono 48 gradi con un tasso di umidità molto elevato e ciò comporta un rischio, anche vitale, per tutti gli atleti impegnati sui 42,195km della maratona oppure la 20 o 50km di marcia. Da qui le notizie che sono circolate in queste ore che venissero annullate le prove di questo tipo. Di ufficiale non c’è nulla, al  momento tutto confermato e per questo gli azzurri come previsto sono decollati ieri per Doha.

Maratona ai Mondiali, Dossena e Epis nell'afosa notte del Qatar

L’Italia proverà a recitare da protagonista già venerdì notte (start ore 23.59 locali, 22.59 in Italia) con le azzurre nella maratona femminile. Sull’asfalto rovente troviamo l’attesissima bergamasca Sara Dossena e la veneziana Giovanna Epis. La Dossena in questi ultimi due anni è diventata una vera outsider, amatissima dal popolo dei maratoneti che la segue con grande calore sui social. E’ stata capace di correre in 2h24’00” a Nagoya in marzo di quest’anno, ha agguantato un sesto posto agli Europei di Berlino 2018 e si è fatta conoscere al mondo alla Maratona di New York nel 2017 con un sesto posto. Viste le condizioni climatiche difficili ed il relativo mescolarsi delle carte potrebbe ambire a qualcosa di estremamente valido. Giovanna Epis, agli ordini dell’intramontabile coach Giorgio Rondelli, da qualche anno è diventata un’altra atleta, molto più performante e sicura rispetto al passato, anche se rispetto a Sara Dossena sembra un passo indietro con un primato personale di 2h29’11” firmato a Rotterdam in Aprile.

L'Africa è padrona da diversi decenni della maratona maschile (si correrà l’ultimo giorno 6 ottobre) ma così non è invece tra le donne. Il primo successo femminile di matrice africana ai mondiali risale all’edizione di Parigi 2003, quattro in totale i successi, con due doppiette. Oro uscente dalla rassegna iridata di Londra 2017 è Rose Chelimo (Bahrain) che stavolta è nel team con Chumba, Eshete e Mokonin, tre altre big. Keniane con in squadra Ruth Chepngetich, Visiline Jepkesho e la quarantenne Edna Kiplagat, due volte medaglia d’oro. Dall'altra parte, le etiopi Aga, Demise e Dereje. Europa con alcune carte di indubbio interesse: l'israeliana di origini keniane Lonah Salpeter che abbiamo ammirato nei successi alla Maratona di Firenze 2018 e Praga a maggio di quest’anno, la bielorussa campionessa continentale Mazuronak e la britannica Purdue.

C’è tanta curiosità sul come potrà finire, su come verrà gestita dalle atlete la gara con il caldo, sul ritmo che si potrà effettivamente tenere, su chi può realmente considerarsi favorito. La maratona è lunga, una brutta bestia da domare e nella notte qatariana fa ancora più paura. Ma è giusto obbedire al denaro del Qatar che ha ‘comprato’ i mondiali e mettere a rischio l’incolumità degli atleti?

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