London Marathon: finalmente la sfida tra Kipchoge e Bekele

Annunciata la grande sfida tra Kipchoge e Bekele alla London Marathon del 26 Aprile. Tanti atleti di élite.

Cesare Monetti

LONDRA - La London Marathon del 26 Aprile apre le strade alla sfida dell’anno. Già annunciato, al maschile, un parterre di atleti di livello che più alto non si può. Eliud Kipchoge premiato come Atleta dell’Anno nel 2019 dalla World Athletics, primatista mondiale di maratona con 2h01’39’’ a Berlino 2018, vincitore di 11 delle 12 maratone a cui ha partecipato e, con 2h02’37’’ anche della ultima edizione della London Marathon. Ciliegina sulla torta, primo uomo a correre la distanza di maratona (seppur non certificata) sub 2h con la storica impresa Ineos, a Vienna in ottobre ha fermato i cronometri sul 1h59’40”. A dargli filo da torcere Kenenisa Bekele, un ragazzo che di corsa se ne intende e che gli ha quasi soffiato il primato sulla maratona sullo stesso tracciato, a Berlino nel 2019. L’etiope Bekele, da anni primatista mondiale 5000 e 10000m in pista, dopo un periodo decisamente no è tornato a splendere con uno strepitoso 2h01’41’’. Non fosse stato per un fastidio al tendine nella seconda parte di gara avremmo festeggiato forse un nuovo primato mondiale. I due sempre si sono evitati, la sfida ora è attesissima e titanica, se entrambi saranno al massimo delle loro condizioni fisiche l’adrenalina sarà massima.

Ma lo spettacolo non lo daranno solo questi due, irraggiungibili, unici al mondo in grado di correre sotto le 2h02’. Ci saranno anche Mosinet Geremew, sub 2h03’, Mule Wasihun sub 2h04’ e Tamirat Tola (secondo ai Mondiali 2017 e quarto a New York lo scorso anno), Marius Kipserem, Shura Kitata (quarto a Londra e quinto a New York nel 2019) e Vincent Kipchumba (vincitore della Amsterdam marathon nel 2019) con personali sotto le 2h05’’. Questo crono sembra segnare il confine per vedere sventolare una bandiera europea, prima tra tutte quella della Norvegia con l’ex primatista europeo di maratona Sondre Moen (2h05’48’’) e poco dopo l’azzurro Yassine Rachik, che proprio a Londra è giunto 9° lo scorso anno con 2h08’05’’, a meno di un minuto dal primato nazionale di 2h07’22’’ detenuto da Stefano Baldini. Non c’è altra Italia in élite, ma ancora tanti brillanti maratoneti provenienti da tutto il globo entro le 2h20’, senza contare i debuttanti, che spesso hanno riservato sorprese.

Una non notizia di rilievo è la grande assenza di Sir Mo Farah che in dicembre ha annunciato di voler tornare sulle strade di Londra a correre la maratona ma solo nel 2021 (per sua stessa ammissione con la speranza che Eliud nel frattempo si ritiri), ad oggi infatti punta alla tripletta, dopo Londra e Rio, sui 10.000m alle Olimpiadi di Tokyo, una impresa mai riuscita a nessuno.

Oltre alla suspence rispetto alla sfida dell’anno tra Kipchoge e Bekele, un’altra vera debacle è quali scarpe indosseranno gli atleti. Di recente, infatti, sono state poste sotto indagine le scarpe utilizzate da Kipchoge (ma anche dalla primatista del mondo al femminile, Brigid Kosgei con di 2h14'04"). Lo stesso brand ha vestito anche i piedi di Bekele, nonché di tantissimi altri straordinari atleti.

Con scarpe normali e non tecnologicamente dopate sapranno correre sugli stessi ritmi?

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