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Coronavirus, quale futuro per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

Abbiamo fatto 4 domande agli organizzatori delle più importanti maratone italiane del periodo autunnale. Certezze, dubbi, speranze, richieste, problemi di calendario e tanto altro. Inchiesta parte 2

Coronavirus, quale futuro per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

Questa la PARTE 2 dell'inchiesta - Rinvii, annullamenti, ripensamenti di date, calendari gare italiane ed estere sovraffollati, partecipanti che non si possono muovere dalle loro nazioni, aziende sponsor che adesso non stanno fatturando. Nell’italico mondo running ci sono e ci saranno tanti problemi nella seconda parte dell’anno quando, speriamo, si potrà tornare a correre e fare le gare. Il coronavirus sta mettendo a dura prova gli organizzatori di maratone, eventi sportivi di massa che senz’altro saranno a lungo penalizzati da questa situazione. Gli organizzatori sono, almeno nelle realtà più grandi e consolidate, dei veri professionisti, società di eventi a tutti gli effetti, con imprese, dipendenti, importanti investimenti economici sulle spalle e tante responsabilità, anche penali. Per questo alle maratone più importanti d’Italia in programma nei mesi di ottobre, novembre e dicembre abbiamo posto 4 basilari domande su come vedono la situazione, se sono favorevoli o contrarie che le gare annullate in queste settimane riprogrammino l’evento nelle loro stesse domeniche, quali sono le speranze e cosa chiedono alle Istituzioni sportive, in primis alla Fidal. Queste le loro risposte.

PARTE 1 – Venezia, Lago Maggiore, Ravenna

PARTE 2 – Verona, Firenze, Pisa.

PARTE 3 - Parma, Torino, Palermo, Reggio Emilia 

PARTE 4 - Brescia, Milano, Padova, Treviso, Rimini

16 novembre - VERONA MARATHON – Presidente Matteo Bortolaso

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc).

Non credo sia possibile organizzare eventi di massa con la soggezione a limitazioni di contatto, quindi secondo me solo la fine degli allarmi potrà permettere di organizzare eventi.

Favorevole o contrario all’inserimento nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Sono contrario all'inserimento - intasamento del calendario, apprezzo ed approvo la decisione dolorosa di annullare il 2020.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Istituzioni locali che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Per quanto riguarda il sostegno ai nostri eventi credo che il maggior sostegno possa arrivare dalle amministrazioni locali e dalle aziende del territorio. Questo ancora di più per le realtà ad alta vocazione turistica, credo che a settembre (speriamo) si muova il messaggio #(verona)nonsiferma. Sono convinto che  il nostro obiettivo sia quello di diventare parte del movimento di rinascita, insieme a tutto il comparto turistico – ricettivo, non ho idea di come si muoveranno le aziende: questo dipenderà anche da come sarà sostenuta l'economia.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Fidal ha un ruolo rilevante di indirizzo e di sostegno per il 2020. Mi auguro che Fidal contribuisca alle perdite degli eventi annullati ad esempio riconoscendo un credito sulle spese di gara per il prossimo anno. Per il 2021 spero che questa sia l'occasione per dare al settore, da loro chiamato "no stadia" una nuova dignita', abbandonando la politica di sostegno tacito a tutti gli organizzatori di buona volonta', accettando l'inserimento in calendario. Questo non dà nulla al movimento  e permette il proliferare di eventi talvolta solo volenterosi, ma distraenti per gli atleti italiani, che sono sempre meno, come le statistiche dimostrano. Fidal con le norme sul tesseramento ha fatto cassa, ma ha distolto tanti atleti marginali. Spero che questo si combini con l'attività di promozione all'estero degli eventi di maggior qualità, dando un concreto segno di apprezzamento dell'impegno degli organizzatori.

Coronavirus, quale futuro per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

 

29 NOVEMBRE – ASICS FIRENZE MARATHON – Presidente Giancarlo Romiti

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc) 

....Le Maratone si fanno o non si fanno...le corsette della domenica o altre forme di corse a tempi...possono avere anche scaglionamenti. Le nostre maratone, oltre che partenze a 4 o 5 ondate, non potrebbero avere regolarità cronometriche o uniformità di condizioni.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Nessuno ha chiamato questa pandemia e quindi ogni evento dovrà accettare le situazioni che si sono create, certamente con la solidarietà dell'intero movimento ed in particolare di quelle maratone che potranno essere organizzate quando le condizioni lo permetteranno.  Sono certamente contrario a rinvii anche perché salterebbe la logica del reciproco rispetto e l'equilibrio dei calendari nazionali ed internazionali. Quindi mi spiace delle pretese delle maratone internazionali che impongono date nell'autunno...sempre che le possano fare. La nostra Federazione, che con fatica cerca di armonizzare il calendario nazionale, farebbe un grosso errore a non intervenire,  non autorizzando l'inserimento in calendario in date diverse da quelle autorizzate da tempo, negando anche  l'omologazione di risultati di maratone che, senza la sua autorizzazione, venissero comunque effettuate. La stessa cosa vale per l'effettuazione con la sola autorizzazione degli enti di promozione sportiva.  Certamente unica soluzione rinvio al prossimo anno, nelle stesse date di calendario del 2020, con benefici  di natura economica per le spese federali.  Da parte delle maratone italiane di pari livello, la disponibilità a promuovere, anche con convenzioni, la partecipazione agli iscritti delle maratone di primavera ed egualmente a promuovere gli eventi rimandati al 2021.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Istituzioni locali che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Si tratterà di riavviare tutto il movimento, con la massima attenzione ai maratoneti, ma con prudenti esposizioni economiche in quanto alcuni sponsor ridurranno il proprio impegno trovandosi a fronteggiare una riduzione a due cifre della propria attività commerciale del 2020, privilegiando il sostegno all'attività corrente. Se le cose ripartiranno,  comunque dovranno essere vicini agli organizzatori, per dare un segno di adeguata attenzione, per le Associazioni e per il movimento organizzativo degli eventi che coinvolgono il territorio. Anche i maratoneti non vedranno l'ora di riprendere la loro vocazione sportiva e chi se lo potrà permettere, tornerà a privilegiare...si spera....le maratone italiane.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

La Federazione potrà gestire con responsabilità ed autorevolezza questa emergenza organizzativa non consentendo rinvii degli eventi in calendario.  Potrà favorire il rinnovo dei tesseramenti degli atleti o l'iscrizione di nuovi, con condizioni di favore e potrebbe....è bene usare il condizionale.... ottimizzare le tasse di affiliazioni al 2021 delle società che non hanno potuto effettuare la propria maratona e, sopratutto affiancare le Associazioni Sportive per eventuali distribuzioni di sovvenzioni del Ministero per questa situazione di difficoltà che sta coinvolgendo tutte le Associazioni sportive e di atletica in particolare....ovviamente con priorità a sostenere anche la preparazione degli atleti probabili olimpici nel 2021 che con tenacia devono rimodulare la propria attività conseguente all'annullamento delle olimpiadi e di gran parte delle gare della corrente stagione.

 

Coronavirus, quale futuro per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

20 dicembre CETILAR MARATONA DI PISA – Presidente Simone Ferrisi

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni?

Riteniamo che , per il bene di tutti, sarebbe doveroso annullare l'attività agonistica su strada per l'intero 2020. Una decisione che dovrebbe prendere la federazione quanto prima. Le ragioni sono molteplici: prima tra tutte la solidarietà verso le altre organizzazioni che hanno già dovuto annullare il loro evento, evitare una guerra tra poveri con sovraffollamento di eventi nella seconda parte dell'anno, la difficoltà organizzativa nel dover gestire ulteriori eventuali limitazioni e ultimo ma non di minore importanza l'alto rischio di registrare molti meno partecipanti soprattutto provenienti dall'estero, con monte quote di iscrizioni quindi al di sotto dei break-even imposti dai costi organizzativi sempre più alti.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni? Siamo sicuramente contrari.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Istituzioni locali che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Troppo presto per dirlo, indubbiamente tutto l'indotto economico subirà profondi cambiamenti almeno nell'immediato. Si dovranno ripensare molti dei modelli che hanno avuto successo negli ultimi tempi ed anche il nostro comparto avrà bisogno di nuovi impulsi. Sicuramente, chi era abituato già da prima a fare con poche risorse provenienti dagli sponsor sarà avvantaggiato sugli altri.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Decisioni coraggiose e tempestive.

 

 

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