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Le maratone italiane dopo il coronavirus, cosa pensano gli organizzatori

Continua l'inchiesta sul futuro delle più importanti maratone italiane previste per l'autunno. Certezze, dubbi, speranze, richieste, problemi di calendario e tanto altro. Inchiesta parte 3.

Le maratone italiane dopo il coronavirus, cosa pensano gli organizzatori
© Phototoday

Questa la PARTE 3 dell'inchiesta - Rinvii, annullamenti, ripensamenti di date, calendari gare italiane ed estere sovraffollati, partecipanti che non si possono muovere dalle loro nazioni, aziende sponsor che adesso non stanno fatturando. Nell’italico mondo running ci sono e ci saranno tanti problemi nella seconda parte dell’anno quando, speriamo, si potrà tornare a correre e fare le gare. Il coronavirus sta mettendo a dura prova gli organizzatori di maratone, eventi sportivi di massa che senz’altro saranno a lungo penalizzati da questa situazione. Gli organizzatori sono, almeno nelle realtà più grandi e consolidate, dei veri professionisti, società di eventi a tutti gli effetti, con imprese, dipendenti, importanti investimenti economici sulle spalle e tante responsabilità, anche penali. Per questo alle maratone più importanti d’Italia in programma nei mesi di ottobre, novembre e dicembre abbiamo posto 4 basilari domande su come vedono la situazione, se sono favorevoli o contrarie che le gare annullate in queste settimane riprogrammino l’evento nelle loro stesse domeniche, quali sono le speranze e cosa chiedono alle Istituzioni sportive, in primis alla Fidal. Queste le loro risposte.

PARTE 1 – Venezia, Lago Maggiore, Ravenna

PARTE 2 – Verona, Firenze, Pisa

PARTE 3 - Parma, Torino, Palermo, Reggio Emilia

PARTE 4 - Brescia, Milano, Padova, Treviso, Rimini

18 Ottobre – PARMA MARATHON – Presidente Paolo Peschiera

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

E' la situazione auspicabile. Anche se credo che almeno fino all'autunno potrebbe essere molto difficile vedere una completa riorganizzazione del sistema a causa delle disposizioni che sicuramente verranno rilasciate dai Ministeri competenti sia sulle pratiche di distanziamento sociale che per eventuali nuove circolari tipo Gabrielli in merito alla gestione di tutta la parte relativa alla sicurezza.
Diventerebbe impraticabile poter gestire partenze distanziate per migliaia di utenti. E non fornire servizi potrebbe essere una possibilità ma allora vi è anche da domandarsi se tutto ciò ne vale la pena. Oltre a dover sostenere eventuali ulteriori costi che già ora in parte sono insostenibili.
Vero che se la gara si disputasse in tutti i modi, il territorio comunque ne beneficerebbe e il turismo cosi potrebbe già cominciare a rilanciarsi. Ma siamo certi che riuscirebbe ad essere un turismo positivo ed utile se quelle fossero le prospettive? Ormai i nostri eventi sono occasioni di socialità, di festa, di voglia di stare bene, di voglia di guadagnarsi la medaglia dopo mesi di duro allenamento, di sfida con se stesso... E se tutto questo viene a mancare?
Credo che per avere idee più vicine alla realtà si dovrà attendere almeno luglio.
Il che significa difficoltà nel poter poi gestire tutta la parte relativa alla logistica ed approvigionamenti per le gare più vicine a tale periodo. Con la possibilità di ulteriori rinvii al 2021.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Diciamo che trasferire gare in autunno significa appesantire il calendario sia per la Federazione che per i Comuni interessati che, in piena riorganizzazione,  dovranno assumersi dei potenziali rischi viste le numerose manifestazioni che hanno espresso la volontà di trasferire e non posticipare all'anno successivo (grandi o piccole che siano e non solo sportive). E per gli organizzatori della seconda parte dell'anno significa produrre uno sforzo economico sulla base storica di iscritti ma che chiaramente per effetto di tali spostamenti potrebbero essere assai inferiori. Con effetti economici devastanti tutti a carico dell'organizzatore.
La soluzione? Credo che per il 2020 tutti gli organizzatori dovrebbero, via via che le normative non permettano lo svolgimento, trasferire direttamente l'edizione all'anno successivo. Sorte che, ripeto, potrebbe tranquillamente toccare anche alle manifestazioni di settembre ed ottobre (come la nostra). E quindi chi ora si sta trasferendo a quel punto avrebbe causato solo confusione ed insofferenza sia sul sistema che sui partecipanti stessi.
Comprensibile ovvio la volontà di trasferire la gara soprattutto per non subire quei costi fissi che non saranno recuperabili ma si duplicheranno con il trasferimento all'anno successivo.
Ovviamente spero di sbagliarmi e spero che già a fine giugno tutto questo possa rientrare e si possa riprendere il nostro sport.
Le soluzioni mi piacerebbe fossero dettate più dalla Federazione piuttosto che concertate solo tra organizzatori che già hanno un costante dialogo.
Questo è un anno eccezionale. Quindi anche la solita gestione non è plausibile. Occorre uno sforzo in più.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

SIcuramente questa è una perplessità che ora hanno tutti gli organizzatori di qualsiasi evento sportivo. Prima di parlarne occorrerà valutare la situazione economica, parlare molto chiaramente con i propri sponsor, verificare nuove possibilità, verificare qualsiasi costo superfluo, ed eventualmente verificare anche nuove modalità di attrazione per gli iscritti. Potrebbe essere un momento in cui ripensare il sistema per noi organizzatori. Tenendo ben presente che molti lo fanno per passione e che l'impegno profuso per 365 giorni all'anno non viene assolutamente ripagato dall'evento. Sono molto pochi, almeno nel nostro sport, quelli che riescono a fare vero business. Può essere che molte gare salteranno anche negli anni a venire.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?
La fidal deve riprendere in mano la sua posizione di Federazione. Il movimento corsa su strada è colui che grazie alle tasse gare mantiene il sistema.
I servizi erogati non sempre sono all'altezza delle aspettative. A questo punto, che la Fidal prenda una posizione netta su come gestire il calendario del 2020, anche facendo scelte molto estreme a cui immagino tutti poi si adatteranno, e cominci a lavorare ancora più alacremente per modificare le possibilità e necessità delle iscrizioni, di certificati, sia per gli atleti esteri che in parte anche per quelli italiani.
Sicuramente potrebbe essere positivo almeno per chi ha dovuto rinunciare alla gara del 2020 prevedere una sorta di aiuto da calibrare in considerazione della gara e che vada a coprire tutto o in parte quei costi che si devono avere e sostenere mesi prima che l'evento si realizzi. Questi purtroppo non possono essere procrastinati all'anno successivo. E per molti organizzatori non sarà semplice coprirli.

22 novembre – T-FAST42 TORINO – Alessandra Viano -Amministratore Team Marathon

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

«Non sappiamo quando si riprenderà a correre, ma sappiamo che sarà ancora più bello di prima, anche se ci saranno limitazioni da rispettare. La priorità devono e dovranno essere sempre la sicurezza e la salute dell’atleta. A quel punto si potranno prevedere partenze scaglionate, tenere la distanza “di protezione”, organizzare l’entrata calmierata negli spogliatoi, tutte misure necessarie o anche solo consigliate dato il periodo dal quale staremo uscendo. È chiaro che anche il runner dovrà fare la sua parte. Collaborando torneremo a gareggiare e divertirci.»

 

Favorevole o contrario all’inserimento nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

«Sappiamo bene che cosa comporti annullare un evento, a novembre abbiamo dovuto comunicare ai runner che la T-FAST 42k non si sarebbe corsa la mattina stessa della gara. Noi non abbiamo avuto la possibilità di ricollocarla, essendo a fine anno; pensiamo sia giusto trovare nuove date per le manifestazioni che non hanno potuto disputarsi, questo però dovrà avvenire ovviamente sempre nel rispetto di quelle già in calendario.»

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

«Lo scenario generale è destinato a mutare profondamente, anche se i singoli paesi si troveranno ad affrontare situazioni diverse visto il differente decorso della pandemia. Il nostro dovrebbe essere tra i primi a riprendere le attività e questa ripresa dovrebbe vederci tutti impegnati. Il sistema Italia deve tornare a funzionare. Come organizzazione sportiva, ci stiamo già muovendo per creare nuovi iniziative e progetti, nuovi modi di fruire il prodotto “evento sportivo”. Ci auguriamo che le aziende di settore, italiane ed estere, siano spronate a tornare in campo, a riprendersi quel mercato che per forza di cosa è mancato loro in questi mesi; ed anche alcune extra settore, come compagnie assicurative, istituti bancari e di credito, prodotti per la salute, potrebbero continuare a essere interessate al nostro target. È altrettanto ovvio che ci saranno poi delle aziende costrette a impiegare i propri fondi in ristrutturazioni interne e in alcuni casi ad arginare crisi in corso, che limiteranno gli investimenti esterni.

Da parte delle istituzioni ci aspettiamo un sostegno attivo; è necessario che comprendano oggi più che mai che l’attività sportiva va supportata in quanto fonte di benessere per i cittadini e che l’evento agonistico è il volano turistico ideale per far tornare le nostre città meta dei runner di tutto il mondo.»

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

«La Federazione dovrebbe lavorare su una nuova “brand reputation” del nostro sport e dell’attività fisica in generale, soprattutto dopo un periodo che ci ha visto e che ancora ci sta vedendo bloccati in casa senza quasi la possibilità di fare attività fisica.

Lo sport e l'attività fisica sono di vitale importanza per la sanità fisica e mentale degli individui; confidiamo quindi di essere supportati negli eventi e iniziative che organizziamo al fine di promuovere uno stile di vita sano. La Fidal dovrebbe farsi portavoce delle tante difficoltà che dovremo affrontare sia a livello nazionale attraverso la sede centrale sia a livello territoriale per mezzo dei comitati regionali.

Altro aspetto essenziale è quello della comunicazione: ad asd e ssdrl dovrebbero arrivare informazioni chiare così che si possa accedere a tutte le forme di sostegno che verranno introdotte.

Ci aspettiamo che l'atletica leggera della corsa su strada venga presa in considerazione come l'atletica leggera su pista.

22 novembre – MARATONA DI PALERMO – Totò Gebbia

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

Dopo l'estate, se il problema attuale persisterà, probabilmente molte maratone saranno annullate poichè ritengo quasi impossibile far mantenere le distanze di sicurezza per migliaia di atleti.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

I cosiddetti grandi eventi dovrebbero essere annullati e rinviati di un anno perchè altrimenti si rischia di affollare un calendario gare già fortemente ricco di manifestazioni creando non pochi problemi alle gare calendarizzate del secondo semestre.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Da Settembre probabilmente i numeri degli atleti saranno inferiori, la paura che sta caratterizzando questo periodo non sarà superata facilmente in breve tempo.

Per quanto riguarda gli sponsor, temo in una riduzione. In genere in situazioni di crisi la prima cosa che un'azienda riduce è il budget pubblicitario e di conseguenza la pianificazione marketing viene rivista a nostro svantaggio.

Riguardo agli Enti pubblici quali il Comune siamo fiduciosi in un sostegno concreto che possa significare indotto turistico e di conseguenza economico.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

In qualità di organizzatore di eventi mi aspetterei dalla Fidal incentivi che possano venire incontro concretamente alle società alleggerendo i costi dovuti, tasse gara, costi di affiliazione, tesseramenti etc..

 

13 Dicembre – MARATONA DI REGGIO EMILIA CITTA’ DEL TRICOLORE – Presidente Paolo Manelli

 Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

Speriamo sia possibile, in quanto vorrebbe dire che l’emergenza sarebbe passata e si potrebbe tornare alla normalità. Poi starà agli esperti dirci eventualmente come, e toccherà a tutto il nostro mondo adeguarsi

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Sono contrario, si andrebbe a comprimere ulteriormente un calendario già stracolmo, con anche dei paradossi: chi ha rinviato ha già gli iscritti, chi organizza nella seconda parte dell’anno ancora no, quindi altre incertezze che si sommano ad incertezze, con il grosso rischio che organizzazioni possano saltare. Apprezzo la scelta di Roma, corretta sotto tutti i punti di vista. Poi parlo anche da maratoneta: se partecipo ad un evento a novembre, difficilmente ci tornerei di nuovo in primavera, quindi chi recupera corre il grosso rischio di vedersi danneggiata l’edizione del prossimo anno.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Sicuramente più povero, molte aziende hanno giustamente scelto di aiutare ospedali o Enti impegnati in questa situazione, di conseguenza i budget destinati alle altre attività logicamente diminuiscono. I Comuni stanno spendendo tanto in questa situazione e sicuramente avranno minori entrate, quindi non so ipotizzare in quale misura potranno aiutarci, considerando anche che l’aspetto turistico dei nostri eventi quest’anno sarà sicuramente ridotto.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Dalla Fidal ci aspettiamo un aiuto concreto, da anni noi organizzatori sosteniamo il movimento con tasse gara, euro/atleta, ecc... speriamo che in questa difficoltà gli organizzatori vengano considerati per quanto già hanno dato e continueranno ad offrire al nostro mondo. Poi ci aspettiamo una corretta presa di posizione sul calendario, in modo da dare certezze a chi  è costretto a muoversi  in un momento dove certezze non ci sono. La cosa più importante, in ogni caso, è che si riesca a tornare al più presto alla normalità.

 

 

 

 

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