Ritorno alle gare, voce ai runner. Giorgio Calcaterra dice che…

Giorgio Calcaterra ci ha raccontato come pensa che sarà il ritorno alle gare nell'era post COVID19

Cesare Monetti

Via alle Fase 2, alla ripresa almeno parziale di tante attività, anche se la normalità è ancora lontana. Per le gare di corsa la consuetudine domenicale delle competizioni sembra un miraggio ancora lontano, lontanissimo. Anzi, fondamentalmente tutto è ancora abbastanza in altomare. Pochi giorni fa abbiamo pubblicato le principali regole che la Fidal LEGGI QUI sta studiando per far disputare le gare, regole che sembrano però di difficile attuazione.

Organizzare le gare così appare impossibile ed antieconomico per gli organizzatori, mentre per i runner significa perdere l’essenza della gara, la felicità di ritrovare gli amici. Correre una maratona con il distanziamento sociale è una vera sfida. Così abbiamo chiesto a 10 famosi runner la loro idea di come si potrebbe fare, quello che sognano e quello che gli appare corretto fare. Alla fine, chi paga il pettorale, chi macina chilometri e fa fatica sono loro. I veri clienti, i consumatori finali, di tutto il circo delle maratone sono loro.

Partiamo dal mitico Giorgio Calcaterra, oltre 250 maratone corse in carriera, 3 volte campione del mondo di ultramaratona 100km e ben 12 volte primo alla 100km del Passatore. In una parola: un mito.

Da quando pensi o speri che si possa tornare a gareggiare?

“Siccome la speranza è l'ultima a morire spero che dal primo luglio si torni a gareggiare o al più tardi dal primo settembre. Lasciando perdere la speranza e basandomi da quello che percepisco credo però che dovremmo aspettare l'inizio del nuovo anno”.

Avresti o avrai paura di gareggiare?

“No, assolutamente no. Forse la mia è incoscienza, ma non credo che all'aperto e mantenendo una minima distanza ci si possa contagiare con tanta facilità. Quindi non avrei paura”.

Mascherine, distanza di 2 metri, come pensi si possa gareggiare nei prossimi mesi?

Un'idea sarebbe, almeno all'inizio, di fare gare a cronometro, dove non ci sono distanze ravvicinate. Correre con le mascherine non credo sia facile e per quello che ho sentito dire per niente salutare. Meglio allora mantenere le distanze, non è molto facile farlo però e probabilmente le gare dovrebbero essere a numero chiuso e magari con partenze a onde. Aggiungo però che un miglioramento delle partenze mi piacerebbe vederlo al di là delle emergenza Covid, in molte occasioni si sta veramente troppo ammassati”.

Come gestiresti la partenza?

“Le partenze a onde con il real time potrebbero aiutare, ma dobbiamo pensare anche a chi organizza, sono tutte cose che complicano l'organizzazione e aumentano i costi”.

Ristori, expo, ritiro pettorale…Quale la tua idea? Hai qualche proposta?

“Sicuramente ci sarebbe bisogno di regole certe, non voglio far polemica ma negli ultimi periodi non si riesce a capire cosa bisogna fare e questo genera molta sfiducia e confusione. Per il resto, ripeto quello che ho detto prima, real time in tutte le gare e partenze ampie e in base al tempo che si può tenere in gara. Si potrebbe pensare anche a mettere una penalità a chi non rispetta la distanza di sicurezza, un po’ come nella gare ciclistiche dove non è consentita la scia. Anche per quanto riguarda i ristori e gli expo si dovrebbero aumentare gli spazi e dare regole certe, però mi rendo conto benissimo che non è facile”.

I runner sono secondo te responsabili e accetterebbero queste restrizioni?

“Si, noi vogliamo correre e star bene, quindi se le regole sono chiare, semplici giuste e motivate, saranno rispettate dalla maggior parte di noi”.

 

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