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Così la palestra non sarà mai un peso

Termoscanner, distanziamento, ambienti sanificati: viaggio nei circoli che dal 18 maggio potranno riaprire. “Isole” di 7 mq, riorganizzazione degli spazi esterni: sicurezza al primo posto: “Una nuova mentalità”

Così la palestra non sarà mai un peso
© LAPRESSE

Il popolo delle palestre scalpita e avanza, come in un moderno quadro di Pellizza da Volpedo e il suo “Quarto Stato”. Mascherina davanti a bocca e naso, al posto del fazzoletto rosso e guanti monouso, utili anche per tirare su i pesi, invece di forconi e zappe. Finita la “caccia” ai runners, esauriti parzialmente i domiciliari ai quali siamo stati costretti da questa dannazione chiamata Covid-19, il popolo delle palestre appunto aspetta solo il via libera dallo Stato, non il quarto, ma quello degli scienziati-virologi che ormai ci governano ogni libertà. Dovrebbe essere il 18 maggio, come ha annunciato ieri Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute: «Siamo pronti a ripartire: i circoli, le palestre, le società dilettantistiche. Il 18 maggio sarà il giorno giusto anche per lo sport di base - ha detto intervenendo ai microfoni di Rai Radiodue nel programma “Quei bravi ragazzi” - abbiamo inviato, con il governo, le linee guida al comitato tecnico scientifico. Aspettiamo un via libera nei prossimi giorni».

E allora siamo andati di persona a vedere come un circolo della portata del Forum Sport Center di Roma - parliamo di 110.000 mq su cinque livelli per sport all’aperto o al chiuso, cioè il massimo dell’aggregazione possibile, nell’era del distanziamento sociale - si sta preparando alla riapertura per i suoi 6.000 soci, mentalmente pronti come tutti gli altri per l’Olimpiade quotidiana, quella che la gente comune prepara per garantirsi il benessere personale. Che poi, ad essere pignoli, sono gli stessi scienziati che ora ci murano vivi, ad indicare come una delle maniere per limitare tumori, diabete e malattie coronariche. Un risparmio annuo di oltre 2,3 miliardi di euro al Servizio Sanitario Nazionale... Ma questo, è un altro discorso. E il Forum, ora somiglia più ad una fabbrica che ad un centro sportivo. Si lavora ovunque.

All’ingresso per sistemare tutti i cartelli con le regole fondamentali da seguire attentamente e per sistemare il termoscanner; in ogni sala per distanziare gli attrezzi (vogatori, bike, tapis roulant e pesi vari), o anche gli spazi per ogni singolo socio interessato a partecipare a una qualsivoglia lezione. Scotch colorati disegnano “isole” di quei 6-7 mq che verranno richiesti dalla normativa, in modo da evitare che il sudore e le particelle del respiro affannato durante lo sforzo fisico possano arrivare alla persona più vicina. E poi dispenser di igienizzante ovunque, in modo da soddisfare anche gli ingressi scaglionati che saranno obbligatori, in attesa di sapere se davvero bisognerà arrivare al circolo in tuta e andare di corsa a fare la doccia a casa.

«Siamo fiduciosi - spiega Walter Casenghi, uno dei soci fondatori del Forum - anche se siamo stati costretti a ribaltare tutto quello che stavamo facendo. Da sempre, ma soprattutto da otto mesi con un progetto pilota “Il Forum ti cambia la vita” nel quale avevamo messo le persone e i propri bisogni al centro di ogni singola attività, fondata ovviamente su socialità e aggregazione. Il contrario di quello che richiede l’attuale distanziamento sociale. Ma i principi non cambiano. Dobbiamo approfittare di questa opportunità per cambiare mentalità. Restituire a tutti, la tranquillità di fare sport in sicurezza. Per questo da sempre portiamo avanti una collaborazione con la Croce Rossa Italiana e stiamo costruendo un protocollo di garanzia ulteriore con l’Ospedale Spallanzani. In questa fase delicata, faremo lezioni su prenotazioni, sfrutteremo gli enormi spazi all’aria aperta vicino al Parco dell’Acquafredda, i campi di calcio come palestre, in attesa che si formi una categoria di dirigenti sportivi capaci di mettere a terra i progetti e non solo le parole. Come ad esempio facciamo noi con il nostro settore Young, i ragazzi under 14-15 che fanno un circolo a sé e che saranno tutelati più degli altri». Il popolo delle palestre non lo fermi mica: la sua Olimpiade, il benessere fisico e mentale, non è rinviabile.

"Il Governo si è mosso ma non basta"

 

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