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Perché abbiamo dolori alle gambe il giorno dopo una corsa?

A cosa sono dovuti i dolori muscolari dei primi giorni dopo la corsa? Non all'acido lattico, ce lo spiega il Prof. Marco De Angelis

Perché abbiamo dolori alle gambe il giorno dopo una corsa?

Iniziando un’attività fisica nuova o riprendendo quella usuale dopo un periodo di inattività è esperienza comune che il giorno successivo si avverta in alcuni muscoli, nel momento della loro attivazione, un indolenzimento muscolare che a volte può arrivare ad essere anche molto intenso, pur senza arrivare ad essere un vero e proprio dolore.

FALSO - Questo fenomeno è spesso erroneamente attribuito all’Acido Lattico, ma questo in realtà non c’entra nulla perchè, per quanto intenso possa essere stato l’allenamento e per quanto se ne sia prodotto, scema molto velocemente tornando a valori molto vicini a quelli basali al massimo in un’ora, non essendocene quindi più traccia al mattino dopo.

VERO - Il vero motivo dell’indolenzimento è invece un fenomeno noto come DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness: indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata) ed è dovuto all’infiammazione muscolare conseguenza dei microtraumi generati da un tipo particolare di contrazioni, definite “eccentriche”.

Queste sono contrazioni di muscoli mentre gli stessi vengono allungati bruscamente, come avviene in maniera importante nei muscoli delle cosce quando si discende da una montagna (quando tipicamente non si riesce quasi a muovere i primi passi al mattino dopo) e quindi ad ogni passo il corpo viene frenato dal quadricipite. In questa evenienza infatti il muscolo viene appunto contemporaneamente fatto contrarre da noi e strattonato in allungamento dal peso del corpo, accelerato dalla gravità.

DISCESA - L’infiammazione impiega 24 ma anche 48 ore per raggiungere il suo picco massimo, motivo per cui l’indolenzimento può essere addirittura maggiore due giorni dopo l’allenamento.

Lo stesso si verifica nella corsa, quando ad ogni passo, dopo la parabola della fase di volo, il nostro corpo cade in basso ed il piegamento del ginocchio viene frenato dal quadricipite.

Il DOMS sarà perciò tanto più importante quanto più si saranno percorsi dei tratti in discesa, con fasi di caduta, e di frenata muscolare, più importanti.

Molto meno evidente nel cammino in piano, si può però presentare se si percorrono tratti in discesa molto ripidi e/o velocemente. La ripetizione regolare di allenamenti che includano contrazioni eccentriche nel tempo non determinerà più, per vari fenomeni di adattamento, il DOMS. Il DOMS è quindi un segnale di quanto si è rimasti inattivi e deve perciò suggerire in primis di iniziare con il cammino, in un secondo momento introdurre gradualmente tratti in discesa ed infine recuperare maggiormente tra una seduta e l’altra.

Testo a cura del Prof Marco De Angelis - Università de L'Aquila

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