Tre segreti per correre e conquistare la medaglia all’Acea Run Rome The Marathon
100 giorni alla Acea Run Rome The Marathon, il programma My First Run accompagnerà gli atleti ad indossare la medaglia. Qui le prime tre regole fondamentali per correre la maratona
ROMA – Mancano 100 giorni al 19 settembre, speciale data per questo 2021 della ‘Alba Edition’ della Acea Run Rome The Marathon. Gli atleti percorreranno le strade della “Caput mundi” con l’animo dei gladiatori, saranno tantissimi e percorreranno i 42.195 metri della città eterna. Migliaia e migliaia di gambe, un unico grande cuore, quello che batte per la conquista della medaglia sulla quale versare lacrime di gioia e sudore. Il traguardo sotto il Colosseo è qualcosa di unico al mondo.
E’ partito ormai da qualche settimana il progetto My First Run, pensato da Acea Run Rome The Marathon per accompagnare gli atleti nella preparazione della maratona. Un progetto in collaborazione con i professionisti di 6più-Human Potential, il Mental Coach Max Monaco e l’ex mezzofondista azzurro Andrea Giocondi, già coach ufficiale della Acea Run Rome The Marathon. Quasi 400 gli iscritti che hanno già risposto all’appello del progetto e che hanno già seguito i tre webinar, sia di tipo “Mental” che “Technical” e che lunedì 7 giugno hanno ricevuto la prima tabella per affrontare il primo dei 3 mesi di allenamento.
Andrea Giocondi ha raccontato la sua strategia per affrontare correttamente la preparazione psico-fisica, tre “segreti” del successo, solo tre ma da seguire con grande rigore: “Nella mia esperienza professionale ho imparato che, in qualità di tecnico ufficialmente a capo del progetto, è necessario stabilire delle regole. Io ne ho individuate tre, se seguite correttamente sono la chiave sicura per il successo”.

Queste le regole per vincere la propria medaglia all’Acea Run Rome The Marathon: “La prima regola è che bisogna usare il periodo introduttivo per conoscere se stessi, oltre che per conoscerci. Con questo intendo che bisogna rispettare ritmi e distanze senza improvvisare. In questa fase bisognerà allungare le distanze percorse ma sempre nell’assoluto rispetto dei ritmi. La seconda regola è l’adattamento ed è una naturale conseguenza della prima. Il corpo ha bisogno di adattarsi a questi nuovi input e noi dobbiamo dargli il giusto tempo. Non bisogna, quindi, strafare ma questo può avvenire solo se abbiamo assimilato bene la prima regola e se il corpo ha recepito il nuovo carico correttamente”.
La terza regola fondamentale: “Infine, ma non in ordine di importanza (!), dice di concedere al corpo il giusto recupero. Dormire bene, mangiare sano ed evitare il sovraccarico muscolare per non rischiare i fenomeni di overtraining, anche quando siamo convinti che il nostro corpo possa farcela perché la nostra mente lo desidera, dobbiamo avere rispetto dell’allenamento svolto e il coraggio di riposare, solo così eviteremo l’astenia e l’insuccesso. Alla fine di tutto questo c’è una medaglia, quella del successo, sulla quale ciascun atleta scriverà le proprie memorie di una giornata da gladiatore.”
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