Il tenore Carlo Assogna: “Canterò per i gladiatori che affronteranno la maratona di Roma”

Saranno le note dell’Inno di Mameli cantate dal tenore lirico Carlo Assogna a siglare il via di Acea Run Rome The Marathon il prossimo 19 settembre Roma celebra la ripartenza delle manifestazioni podistiche sugellando il connubio tra musica e sport sotto lo sguardo dell’Anfiteatro Flavio
Cesare Monetti
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Nella vita di tutti i giorni è un Radiologo, anche se quella di Carlo Assogna non è proprio quella che si possa definire “una vita di tutti i giorni”. Abruzzese, la montagna nel sangue, nelle gambe e nella testa. Scalare, arrampicare, correre in salita, sul ghiaccio, con la neve ma anche d’estate, e poi su e giù per l’Italia, per trasmettere quella passione che ha visto i frutti anche nel brevetto di Istruttore di Scialpinismo.

Per molti potrebbe già bastare, ma Carlo ha un repertorio molto ampio di passioni, una speciale, l’amore per la musica che da ragazzo lo ha spinto a studiare per diventare un tenore lirico. Anche questa è un’attitudine che va coltivata con caparbietà, se vogliamo dar conto anche all’etimologia della parola che significa, appunto, mantenere, far durare. “Ho un repertorio perlopiù verdiano e pucciniano ma interpreto anche opere sacre. Nella mia carriera ho cantato in Italia e all’estero, ho avuto l’onore di rappresentare l’Italia a Toronto, di esibirmi a Berlino e a Stoccolma”, ha detto Carlo con orgoglio. “A Roma ho cantato nella sala del Campidoglio Oriazi e Curiazi, una sala completamente affrescata e nella quale non si svolgono concerti, è stato molto emozionante”, ha aggiunto.

La sua voce accompagnerà i maratoneti alla partenza, sarà un’alba speciale quella di Acea Run Rome The Marathon. Carlo non è nuovo a questo genere di esperienza, ne è stato, anzi, l’ispiratore. “Alla partenza di una competizione podistica serale ho cantato “Nessun dorma” un’aria della Turandot. La mia esibizione non era annunciata, ho cantato da un balcone che affacciava sulla piazza da cui partiva la gara. Tra i partecipanti vi erano Enrico e Roberto Castrucci, tra gli organizzatori di Acea Run Rome The Marathon, e da allora mi ha voluto sul palco a Roma. Ho già cantato quattro volte alla partenza della maratona di Roma”, ha spiegato Carlo.

Saranno 10mila i cuori che batteranno all’unisono, accarezzati dalla voce di Carlo. Saranno 20mila le gambe che batteranno il suolo della città eterna, tutti gladiatori pronti a conquistare Roma dopo aver fatto il pieno di emozioni sulle note dell’Inno di Mameli. “Di solito non si ascoltano le arie d’opera mentre si corre. La mia presenza sul palco vuole essere anche un incentivo a non considerare l’opera come musica d’élite. La musica, a qualunque genere appartenga, è nutrimento per l’animo, fa vibrare corde profonde, ci fa vivere e rivivere emozioni speciali, proprio come lo sport, nel quale si cerca fratellanza, comunità, supporto, valori ben al di sopra del puro agonismo. Io credo che musica e sport sia un connubio vincente, di cui si sente ancora più il bisogno dopo un anno così difficile per le relazioni umane”, ha aggiunto Carlo.

Carlo è anche un runner, un po’ anomalo, ama correre soprattutto in montagna e vivere la natura dove trova ispirazione per nutrire le sue passioni, e magari per metterne in cantiere di nuove. “Il tempo non basta mai per fare tutto ciò che vorrei, le mie giornate dovrebbero durare 48 ore”, scherza, “ho la fortuna di avere al mio fianco mia moglie, che prova rispetto per quello che faccio e per come lo faccio e i miei figli che mi ammirano, li ringrazio davvero per saper comprendere cosa c’è dietro i miei vocalizzi mattutini e le mie scorribande in montagna”.


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