
Cinque salite da correre per preparare la maratona
La montagna cambia le regole
Le verità assolute, nella corsa, esistono fino a quando la strada inizia a salire. Anche chi è abituato a controllare ogni secondo sul cronometro scopre presto che in montagna il tempo passa in secondo piano: quello che conta davvero è la capacità di gestire il dislivello, trovare il ritmo giusto e arrivare in cima senza sprecare energie.
Ogni tornante è un traguardo e un nuovo inizio. Un nuovo panorama da scoprire e un motivo in più per continuare a correre. La parte più difficile? Accorgersi che anche l'orizzonte sa prendersi gioco di noi: quando credi di essere arrivato al passo, la strada trova sempre il modo di regalarti un'ultima curva e qualche metro di salita in più.
Correre ai piedi delle grandi cime alpine significa respirare un'aria diversa. La corsa ci spinge verso l'alto, quasi a voler toccare il cielo con un dito. È un allenamento prezioso per chi prepara una maratona autunnale: sviluppa forza, resistenza e insegna a gestire la fatica quando le gambe iniziano a chiedere una tregua.
Parliamo volutamente di corsa su strada in ambiente montano. Lo skyrunning e il trail running meritano un approfondimento dedicato e soprattutto il punto di vista di chi vive queste discipline con continuità. Oggi restiamo sull'asfalto – con una sola eccezione, Livigno – scegliendo salite accessibili a ogni runner allenato che voglia inserire un lavoro di qualità nella preparazione.
Pochi consigli, ma sempre utili. La salita va rispettata. Parti piano, trova un ritmo costante e lascia che sia il respiro a guidare il passo. Cerca un appoggio leggermente avanzato sull'avampiede, senza irrigidirti. Questi percorsi sono pensati per runner esperti e allenati; chi desidera provarli per la prima volta può tranquillamente dimezzare la distanza mantenendo intatti i benefici dell'allenamento.
Si parte di corsa e si torna di corsa. Dosa le energie, stringhe ben allacciate. Si parte.
Quella sporca dozzina: Moena – Passo San Pellegrino
Località: Moena (TN) – Passo San Pellegrino (TN)
Distanza: 24 km A/R
Dislivello: 650 m D+
Fondo: Asfalto
Impegno: Elevato
Ideale per: Potenza aerobica e preparazione maratona.
Dodici chilometri di salita continua. Non esistono tratti davvero difficili, ma nemmeno metri per recuperare. È il classico allenamento che insegna a non farsi prendere dall'entusiasmo dei primi chilometri. La pendenza regolare permette di trovare il proprio ritmo e di mantenerlo fino ai quasi duemila metri del Passo San Pellegrino. La discesa verso Moena completa un lavoro prezioso anche dal punto di vista tecnico.
Verso le sorgenti del Piave: Santo Stefano di Cadore – Cima Sappada
Località: Santo Stefano di Cadore (BL) – Cima Sappada (UD)
Distanza: 20 km A/R
Dislivello: 350 m D+
Fondo: Asfalto
Impegno: Medio-Alto
Ideale per: Fondo medio in quota.
Seguendo la valle del Piave si sale con gradualità verso Cima Sappada, accompagnati dalle Dolomiti che dominano l'orizzonte. La salita è continua ma mai estrema, ideale per lavorare sulla resistenza senza perdere fluidità nella corsa. È uno di quei percorsi dove il panorama aiuta a dimenticare la fatica e invita ad alzare lo sguardo a ogni tornante.
Giro in vetta: Livigno – Carosello – Costaccia – Livigno
Località: Livigno (SO)
Distanza: 15 km ad anello
Dislivello: 500 m D+
Fondo: Strada bianca larga
Impegno: Medio-Alto
Ideale per: Forza resistente e adattamento alla quota.
L'unica eccezione all'asfalto è la strada bianca che sale verso Carosello. Perfettamente corribile, ma senza concedere un attimo di tregua. La domanda arriverà presto, inevitabile: "Chi me l'ha fatto fare?" La risposta, probabilmente, la troverai soltanto a fine giornata. Quando la fatica lascerà spazio alla soddisfazione e capirai che ogni metro di dislivello ti ha regalato qualcosa in più. Il rientro dal versante della Costaccia completa un anello spettacolare, con Livigno sempre ai tuoi piedi e le montagne che sembrano accompagnarti fino all'ultimo passo.
Tutta dritta: Brusson – Champoluc
Località: Brusson (AO) – Champoluc (AO)
Distanza: 18 km A/R
Dislivello: 250 m D+
Fondo: Asfalto
Impegno: Medio
Ideale per: Lunghi a ritmo controllato.
La Val d'Ayas è una di quelle vallate che sembrano disegnate per chi corre. Da Brusson a Champoluc la salita è costante, mai aggressiva, e permette di trovare facilmente il proprio ritmo. Il Monte Rosa accompagna ogni chilometro e diventa un punto di riferimento costante. Qui non serve guardare il cronometro: basta ascoltare il respiro e lasciare che siano le gambe a trovare il loro equilibrio.
Pochi, ma dannatamente buoni: Prato Nevoso – Artesina
Località: Prato Nevoso (CN) – Artesina (CN)
Distanza: 14 km A/R
Dislivello: 300 m D+
Fondo: Asfalto
Impegno: Medio-Alto
Ideale per: Richiami di forza e qualità.
Ci sono allenamenti che lasciano il segno anche senza grandi chilometraggi. Quello tra Prato Nevoso e Artesina è uno di questi. Pochi chilometri, una salita costante e un panorama che spazia sulle Alpi Marittime. È il percorso ideale da inserire durante un periodo di vacanza in montagna o come richiamo di qualità nelle settimane che precedono la preparazione specifica della maratona.
Più vicini al cielo
La montagna cambia il modo di correre e, forse, anche quello di pensare. Lassù il cronometro perde importanza, mentre acquistano valore il ritmo, la costanza e la capacità di gestire la fatica. Ogni salita costruisce forza, ogni discesa insegna controllo e ogni tornante lascia qualcosa dentro.
Preparare una maratona significa anche questo: imparare che non sempre il percorso più facile è quello che ci rende più forti. A volte basta una strada che sale verso il cielo per ritrovare motivazioni, fiducia e quella leggerezza che soltanto la montagna sa regalare.
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