In montagna senza brutta avventure: ecco come
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In montagna senza brutta avventure: ecco come

Bisogna affrontare lo sci con una preparazione fisica adeguata e prudenza

ROMA - Purtroppo anche questa stagione ha portato disgrazie da luoghi che dovrebbero invece essere di sano divertimento. La montagna ha tradito ancora o sono gli sciatori ad averla tradita? Affrontare una giornata sulle piste è bellissimo ed eccitante, ma servono alcune precauzioni perché il divertimento non si trasformi in tragedia. Poche regole - di buonsenso - per godersi la neve e basta.

RACCOMANDAZIONI. La vera vacanza sugli sci in realtà parte dalle città. E comincia addirittura dalla stagione precedente. Pensare di mettersi sulle piste dopo un anno in cui l'attività fisica è rimasta una perfetta sconosciuta è quantomeno azzardato. I maestri della ski area Pejo 3000 in Val di Sole, una stazione sciistica (non ci sono piste nere e tutti i tracciati sono molto larghi) particolarmente votata alle famiglie e ai bimbi (dai 4 anni è consigliata la prova in pista) ci spiegano come la preparazione durante l'anno sia decisiva per poi potersi godere la settimana bianca. Perché conoscere i limiti del proprio fisico significa anche riuscire a condurre con sicurezza gli sci. Per se stessi e per gli altri. Moderare la velocità è tipico di sa cotrollare i movimenti, un sorpasso corretto è consuetudine degli sciatori intelligenti che sanno per esempio come ci si comporta a un incrocio.

INCREDIBILE MA VERO. Ci sono poi regole per i più piccoli che diventano consigli anche per i più grandi. Il casco, obbligatorio per gli under 14, non stona neppure sulla testa di chi ha qualche anno in più. Attrezzatura dunque, in primis gli sci. Quelli di nuova generazione hanno reso più facile la conduzione e come conseguenza - non sempre positiva - è aumentata anche la velocità. Dote a volte in mano a sciatori non esperti. Inutile dire che i problemi aumentano con chi è alle prime armi. I maestri denunciano casi in cui si sono trovati a costretti a soccorrere sciatori che si erano avventurati su una pista rossa non avendo le qualità adatte ed essendo completamente ignari della segnaletica base che indica la difficoltà della discesa. Se a questo si aggiunge l'incubo dei genitori tifosi che, anziché permettere ai propri bimbi di avvicinarsi allo sci con gradualità e divertimento, sognano per loro velocità e risultati che evidentemente non sono riusciti a raggiungere in prima persona il quadro di una montagna degenerata è completo. E le continue lamentele perché i figli sono stati inseriti in una classe considerata svilente per le loro qualità fanno da contorno a uno scenario di impreparazione e supponenza.

STOP AI FURBETTI. Attenzione però, perché la vita per gli spericolati che mettono a repentaglio la loro e l'altrui sicurezza sta per cambiare. Oggi i maestri sono infatti diventati parte attiva della vigilanza in quota. Quando assistono a incidenti o situazione pericolose, fermano il soggetto pericoloso e lo consegnano al Corpo forestale che redige un verbale in base al quale poi sarà giudicato. La montagna deve restare lugo accesibile e sicuro per gli sciatori, ognuno con le sue specifiche qualità. Nel rispetto però reciproco. Strafare (anche) in montagna non conviene.

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