Deborah Compagnoni spinge Sofia Goggia: "Finalmente una preparazione giusta..."

L'ex sciatrice lancia l’Olimpiade italiana: "Sofi a entrerà in forma al momento giusto"
Gianluca Scarlata
4 min

Tre medaglie d’oro in tre edizioni diverse e in categorie diverse (super G e gigante). L’Olimpiade è casa sua. È la donna delle medaglie a cinque cerchi, icona e donna simbolo per anni del circo bianco. Sono ancora leggendarie le imprese di Deborah Compagnoni ad Albertville, Lillehammer e Nagano. Alfiere nel 1994 e dopo Torino sarà ancora tedofora per Milano-Cortina. «Le emozioni olimpiche sono uniche. Lo percepisci solo dopo che hai vinto, rimane nel tempo anche l’affetto della gente. Lo sport mi ha dato tanto, un grande valore. A Torino portare la torcia fu qualcosa di unico, entrare nello stadio dove c’erano tanti tifosi, mi fece un certo effetto. Noi sciatori non siamo abituati».

Beh di tifosi al seguito ne aveva durante le gare?

«Alberto (Tomba ndr) e io eravamo i punti di riferimento. Con lui abbiamo vissuto un momento unico Eravamo sempre molto seguiti e quando vinci la gente si ricorda. Sono stata una sportiva trainante ma non mi sento icona».

Lei ha fatto molte imprese, vincere una coppa del Mondo in slalom, tre Mondiali

«Per me lo sci è stato tutto, ma era soprattutto divertimento. Se non avessi fatto l’atleta, forse avrei scelto come mestiere la maestra di ginnastica per stare sempre in movimento».

Siamo alla vigilia di un’Olimpiade, cosa porterà?

«È un evento di una portata enorme, format nuovo su un territorio vasto. Per il movimento tanto, sia in termini di investimenti negli impianti, che di una mentalità che cambia. Ci sono tanti progetti nelle scuole e per le famiglie. Tanti ragazzi sciano, ma bisogna insegnare la tecnica e l’impostazione. E poi avrà un impatto economico importante».

Lei è di Santa Caterina Valfurva dove ha una struttura alberghiera a due passi dalle piste di Bormio, vivrà da protagonista questa rassegna.

«Dobbiamo evitare che ci sia l’overtourism, la montagna è qualcosa di più profondo, io sono rimasta la stessa, nonostante le vittorie. A 55 anni sono la stessa Deborah di quando ero bambina. Sono una montanara, quindi me la godrò appieno».

Come affronteremo questa rassegna dal punto di vista tecnico?

«L’Olimpiade è un insieme di momenti, abbiamo tanti atleti che potranno essere protagonisti, da Arianna Fontana, alla squadra di short track, poi freestyle, snowboard, fondo. Tante gare da podio».

Come vede Sofia Goggia?

«Finalmente ha fatto una preparazione giusta, solo qualche gara non nella sua disciplina, senza avere problemi: sta facendo i passi corretti per entrare in forma tra qualche settimana. La vedo molto bene, è una vincente».

Da una felina all’altra: che ci dice di Federica Brignone?

«Fede sta recuperando benissimo, ha buone sensazioni, ma bisogna capire con i materiali e i pendii da gara come andrà. C’è bisogno di tempo. Si è fatta male in gara e so cosa vuol dire, deve ritrovare il ritmo. Il fisico è a posto, la testa deve andare di pari passo, deve crescere simulando la gara. Anche il riavvicinarsi al palo, col quale ha avuto l’impatto e si è fatta male, deve esser graduale».

Cosa si aspetta dagli italiani?

«Ci sarà una grande risposta da parte tutto il Paese, come per il tennis. Sinner? È un ottimo sciatore. È unico: grazie allo sci ha una tecnica tutta sua che mette sul campo da tennis. Arriva sulla palla in maniera particolare quando “scivola” lateralmente».

Parlando di montagna, lei cosa fa per mantenersi in forma?

«Passeggiate, scio, alpinismo. Per me la montagna è tutto, così soddisfo la mia voglia di vivere e di essere serena». Parola di un’olimpionica.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sci