Goggia: "Un’emozione grande Stagione coinvolgente e intensa"
«Nel tempo attuale, segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti, che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume una valenza maggiore. Lo sport non è esibizione di forza, ma un esercizio di relazione. Ho voluto ricordare il valore della tregua olimpica (nella lettera “La vita in abbondanza” durante i Giochi, ndc). Con la vostra presenza avete mostrato la possibilità di pace, spezzando la logica della violenza. Siete diventati biografie che ispirano persone». Sono le prime parole di Papa Leone XIV pronunciate nella sala Clementina di Palazzo Apostolico durante l’udienza con gli olimpici e paralimpici di Milano-Cortina, a coordinare l’iniziativa il Dicastero per la Cultura e l’Educazione con il coinvolgimento di Athletica Vaticana, Coni e Cip. Lo sport che unisce, è portatore di valori, di speranza, abbatte barriere ideologiche, culturali e sociali. Poi il passaggio: «Questi Giochi ci ricordano anche il legame tra sport e natura, il nostro dovere è prenderci cura della casa comune. Abbiamo visto non solo corpi in movimento, ma storie di sacrificio, di tenacia. Nelle competizioni paralimpiche il limite può diventare luogo di rivelazione, di ritrovate qualità».
I nostri azzurri, tutti molto disponibili, accompagnati dalle varie delegazioni a ricevere la benedizione. Una mattinata piena di commozione, «non avevo mai incontrato il Papa ed è stata un’emozione forte. Sono credente gli ho mostrato la croce che porto sempre con me. Ha fatto un parallelismo tra i valori sportivi e quelli della chiesa, ha parlato di fratellanza e fair play. Poi mi ha guardato negli occhi dicendomi: “Auguri”», parole di Sofia Goggia, che poi è tornata sulla stagione. «Non è stata di semplice gestione, aver portato a casa la coppa di SuperG dopo l’Olimpiade è stato qualcosa di bello, ha dato rilevanza alla costanza che sono riuscita ad avere in questa disciplina. È stato un anno diverso, il coinvolgimento emotivo e mentale intenso. Ora un mese di scarico per poi tornare più forte». Stesse sensazioni per Federica Brignone: «È stata una di quelle giornate che ti lasciano delle verità. Il Papa ha detto che non si vince da soli e che non si deve eccedere». Mentre per Francesca Lollobrigida è stato «un qualcosa di indescrivibile. Sono momenti che meritano. Non voglio essere per forza un esempio, ma una testimonianza perché non è mai successo a livello internazionale di potersi fermare nel momento più alto della carriera e poi tornare con questi risultati da mamma. Sono i giorni più belli della mia vita».
L’atleta azzurra più medagliata della storia dei Giochi, Arianna Fontana, sull’incontro: «Gli ho regalato la pietra ollare, tipica della Valtellina. Mi sono piaciute le sue parole: “Lo sport insegna a vincere senza sminuire gli avversari, sempre con rispetto”». E poi sulle decisioni future. «Lascio aperte tutte le porte (si parlava di lasciare per un po’ per diventare mamma, ndc)». Dunque testa alla prossima Olimpiade francese del 2030? «Non ho la pressione di decidere subito, ma di certo non ho ancora quella sensazione di dire “sono soddisfatta puoi smettere”. Ho un allenatore in casa (suo marito Anthony Lobello, ndc) e questo facilita tutto. Essere la più titolata è una forte sensazione, mi fa capire che il percorso fatto da Torino 2006 a oggi è stato lungo, ma giusto. Spero sia stata d’ispirazione per le nuove generazioni. Mi sento ancora di dare».
