La grande festa del tiro a volo italiano al Nando Rossi 2025
Con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. Ma più che a muso duro, come nella celebre canzone di Bertoli, il tiro a volo italiano coglie le sfide di questo quadriennio olimpico con l’impegno, la passione e la dedizione di sempre, anzi – consapevole della validità eterna del motto dell’aviere Roland Garros, “la vittoria appartiene ai più tenaci” – mette in pedana lo sforzo di tutto il movimento per costruire un percorso che lo porti a Los Angeles 2028 con intatte ambizioni di successo.
Una grande festa
E così arriva la diciassettesima edizione del Memorial Nando Rossi, classico appuntamento di fine estate che com’è ormai consuetudine raduna a Massa Martana, sulle pedane del Tav Umbriaverde, i migliori interpreti nazionali e internazionali della specialità regina del tiro a volo, la Fossa olimpica, nel ricordo dell’indimenticato Ferdinando Rossi, ex vicepresidente federale, ex presidente del Coni Umbria e stretto collaboratore del mitico Onesti, un pioniere del tiro a volo moderno, padre dell’attuale numero uno federale Luciano. Ogni anno, un successo di pubblico, innanzitutto: atleti, appassionati, famiglie, il mondo dell’associazionismo del tiro a volo. Anzi, il riscontro è sempre maggiore: “Ad oggi – racconta il presidente Luciano Rossi -, abbiamo già 750 iscritti, un dato che inorgoglisce e commuove me e la mia famiglia, perché denota partecipazione e vicinanza affettiva. Provo le stesse emozioni che l’ultima assemblea elettiva, il 14 dicembre scorso, mi ha regalato, confermandomi alla presidenza con oltre il 98% dei consensi. E’ un dato sorprendente dopo tutti questi anni”.
Impegno e difficoltà
Un appuntamento, quello del prossimo weekend, in cui il mondo del tiro a volo si ritrova, rinnovando impegno e collaborazione per la sua crescita. “E’ un mondo sano che continua a calarsi nelle sfide del futuro - prosegue Rossi -, mostrando sempre grande sensibilità gestionale e ambientale, con un’attenzione particolare che dedichiamo innanzitutto ad atlete e atleti”. Sfide che ogni anno, purtroppo, incontrano maggiori ostacoli. “Permane una situazione di grandissima criticità per i nostri impianti sportivi, tirati su in questi anni unicamente grazie alla generosità dei nostri appassionati, che oggi è messa in crisi dalle difficoltà economiche e dagli adempimenti burocratici cui certe norme governative, anche recentemente, li costringono. Le associazioni sportive dilettantistiche sono in grave sofferenza, soprattutto nel mondo del tiro che nella stragrande maggioranza dei casi non beneficia di impiantisca pubblica. Eppure, di questo problema nessuno vuole parlare”. “Ecco perché – ribadisce Luciano Rossi -, voglio mandare un messaggio di vicinanza alle nostre associazioni sportive: con la loro passione non si arrendono”.
La sfida
L’occasione del Memorial Nando Rossi è perfetta. “Vengono tutti, amatori e campioni olimpici, per il piacere di esserci e di provare a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro – racconta Luciano Rossi -. C’è un’aspettativa ogni anno crescente”. Centinaia di atleti di tutte le Categorie e Qualifiche della prima tra le specialità olimpiche del Tiro a Volo, a partire dal 29 fino al 31 agosto, misureranno le proprie abilità in due gare parallele sulla distanza di 50 piattelli: la somma dei due punteggi stabilirà chi tra loro potrà meritarsi il Trofeo d’Argento Memorial Nando Rossi 2025. Nel 2024, vinse a sorpresa Luca Roscini, operaio in una ditta di ascensori, che sconfisse campioni pluricelebrati con un clamoroso cento su cento. Quest’anno, con ogni probabilità sarà un testa a testa tra Massimo Fabbrizi, il carabiniere di Monteprandone fresco di medaglia d’oro all’Europeo di Chateauroux, e Mauro De Filippis, poliziotto delle Fiamme Oro di Taranto, nell’ultimo mese bronzo europeo a Chateauroux ed in Coppa del Mondo a Lonato del Garda (BS): entrambi iscritti alla competizione con quattro vittorie del Nando Rossi in carriera ed in corsa per il quinto trofeo.
Il campione olimpico
Dirà sicuramente la sua anche Giovanni Pellielo, plurimedagliato olimpico portacolori delle Fiamme Azzurre di Vercelli, che lo scorso luglio ha saputo imporsi in Coppa del Mondo a Lonato conquistando la medaglia d’oro ai danni del britannico Matthew Coward-Holley. “Il Nando Rossi rappresenta un momento significativo della stagione agonistica, – dichiara Pellielo – un momento di ricordo di una persona cara, in questo caso il padre del nostro Presidente, a cui tutti noi ci stringiamo attorno per manifestargli il nostro affetto. In un evento commovente come questo la prestazione effettiva passa in secondo piano, lasciando spazio alla condivisione delle memorie di un uomo, Nando Rossi, che in vita ha rappresentato un punto di riferimento non solamente nel mondo dello sport”. Con loro, gareggeranno sicuramente Simone Lorenzo Prosperi (Fiamme Oro) di Artena e Daniele Resca (Carabinieri) di Pieve di Cento, primi sul podio del Nando Rossi rispettivamente nel 2011 e nel 2014, entrambi determinati a ripetere l’impresa ancora una volta. In pedana anche gli Azzurri Valerio Grazini (Carabinieri) di Viterbo ed Erminio Frasca (Fiamme Oro) di Priverno che proveranno a conseguire il loro primo successo al Memorial. “Anche quest’anno si annuncia una tre giorni ricca di sorprese e spettacolo agonistico – racconta il club manager Ferdinando Rossi, nipote omonimo del dirigente folignate e Consigliere Federale della FITAV -, siamo felici nel constatare, ancora una volta, la nutrita partecipazione di atleti provenienti da tutta l’Italia e dal mondo”.
Verso Los Angeles
Atleti che, archiviato il Memorial, riprenderanno a sfidarsi nel corso di questo quadriennio olimpico, con l’obiettivo di arrivare al meglio a Los Angeles, dove il tiro ha difeso con le unghie e con i denti il suo posto nel programma olimpico, grazie alle battaglie di Luciano Rossi, che dal 2022 è anche presidente della Federazione mondiale. “Diciamo che anch’io ho vinto la mia Olimpiade – sorride -, ma a parte questo voglio assicurare che stiamo mettendo in pedana il massimo sforzo, i nostri atleti, le associazioni, la Federazione e il Comitato olimpico, per un lavoro d’insieme che certamente ci porterà a Los Angeles con grandi ambizioni. C’è poco da dire e molto da fare, ci aspettano altri anni di grandi sacrifici. Li faremo”.
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