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Vela, Mura doppia il Capo di Buona Speranza

Vela, Mura doppia il Capo di Buona Speranza
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Il velista sardo brinda sventolando il tricolore: «Dopo due giorni intensi e faticosi riesco, seppure in modo acrobatico, a prendere in mano la tastiera...»

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lunedì 5 dicembre 2016 18:54

ROMA - Fuori uno. Il primo grande Capo dei mari del Sud, Buona Speranza, è già sulla scia di Italia, il Class40 (12 metri) del navigatore Gaetano Mura, nel pieno del suo tentativo di record sul giro del mondo a vela in solitario. Barca e skipper italiani hanno doppiato il meridiano di GoodHope, estrema propaggine del continente africano, nella notte di domenica 4 dicembre, in condizioni di vento e di mare "dure", nel pieno di una depressione. "Al Capo, a Italia, al mare, alla nostra!": in mano il tricolore con la scritta Capo di Buona Speranza Gaetano ha brindato al passaggio in Oceano Indiano come promesso, stappando una bottiglia di straordinario vino di Dorgali, il suo paese in Sardegna, dono del suo vicino di casa. Nell'area di navigazione di Gaetano Mura ci sono almeno altri due skipper impegnati nel Vendée Globe, la regata intorno al mondo in solitario, con barche ben più lunghe di Italia (18 metri anzichè 12). Tra questi anche il giapponese KojiroShiraishi, con il suo Spirit of Yukoh, che ha rotto l'albero e sta cercando di raggiungere Città del Capo. "Dopo due giorni intensi e faticosi - racconta Mura - riesco, seppure in modo acrobatico, a prendere in mano la tastiera. Non ci siamo fatti trovare impreparati all'arrivo di questa depressione. Quando è arrivata sia io che Italia avevamo già la visiera dell'elmo calata sul viso e lo scudo nella mano. Il vento ha rinforzato subito con un'onda all'inizio maneggevole, poi ha cominciato a gonfiarsi spinta da 40 nodi di vento fissi, con raffiche a 45. Abbiamo stretto i denti avanzando con 2 mani di terzaroli alla randa (porzioni di riduzione della tela, ndr) e fiocco piccolo a prua. Poi il fronte, molto attivo e veloce, arrivato violento con groppi che scrosciavano acqua a secchiate e rinforzi sino a 55 nodi. Abbiamo preso la terza mano alla randa e cambiata la vela di prua con la trinca (fiocco ancora più piccolo. ndr). Questa ulteriore riduzione non impediva ad Italia di sorpassare 22/23 nodi in discesa dai muri d'acqua. È durata quasi tre ore e - aggiunge il velista sardo - al cambio di vento, come di consueto, si deve strambare, ma il vento non scendeva sotto i 40 e strambare in queste condizioni è seriamente rischioso. Abbiamo esitato, ma la nuova prua non consentiva di continuare oltre, inoltre l'onda di fianco ci prendeva e ci sdraiava pericolosamente ad ogni impatto...".

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