America's Cup: partenza slittata. Sino a mercoledì tutto fermo nella sfida tra Luna Rossa e Te Rehutai

Per decina di nuovi contagiati Covid-19, sette giorni di lockdown di terzo livello ad Auckland: niente gare. Gli organizzatori adesso valutano anche l'opzione senza pubblico su deroga governativa sinora però non concessa
America's Cup: partenza slittata. Sino a mercoledì tutto fermo nella sfida tra Luna Rossa e Te Rehutai
di Biagio Angrisani

ROMA - Sabato 6 marzo non ci sarà ad Auckland la partenza della 36ª edizione dell'America's Cup: è ufficiale. L'inizio della sfida nel Golfo di Hauraki tra Luna Rossa e Te Rehutai slitta a data da destinarsi (almeno una settimana). Il lockdown di terzo livello di sette giorni (dal 28 febbraio) contro il diffondersi del Covid-19, decretato dal governo della New Zelanda, non permette di gareggiare. La Terra dei Maori (quasi cinque milioni di abitanti) è uno degli Paesi meno colpiti al mondo dalla pandemia ma ha registrato ieri quattro nuovi casi (una decina negli ultimi cinque giorni) ed è stato ritenuto che è meglio non abbassare la guardia. Dall'inizio della pandemia a oggi in New Zealand si sono registrati ventisei morti per Covid-19, concentrati soprattutto nell'Isola del Nord (dove c'è Auckland) e c'è più “vai e vieni" con il resto del mondo mentre l'Isola del Sud, meno popolata e con meno scambi di tutti i generi, è pressoché "Covid free".

NESSUNA DEROGA - Jacinda Ardern, premier neozelandese e leader del partito laburista, non ha ritenuto di concedere deroghe per la sfida della Coppa delle Cento Ghinee. D'accordo anche la vegana Patricia "Patsy" Lee Reddy, governatore generale NZ e rappresentante diretto di Elisabetta II, sovrana del Paese. Stop per lockdown: ognuno se ne faccia una ragione. Tina Symmans, presidente dell'ACE (America’s Cup Events) e direttore di Emirates Team New Zealand, pragmaticamente ha detto che prima di mercoledì 10 è tutto fermo, poi si valuteranno più opzioni. L'organizzazione vorrebbe la presenza degli spettatori (permessa da un lockdown di primo livello) ma se si dovessero ingargugliare le acque (!) si prenderanno in considerazioni anche gare su deroga del terzo livello, ossia in circolazione con un lasciapassare soltanto gli equipaggi in gara e gli altri tutti a casa (o quasi). Ma questo si vedrà nei prossimi giorni. Si tenga conto che la Nuova Zelanda ha già le frontiere semichiuse poiché permette arrivi soltanto da Isole Cook, Stati Federati di Micronesia, Figi, Kiribati, Isole Marshall, Nauru, Nuova Caledonia, Niue, Palau, Samoa, Isole Salomone, Tokelau, Tonga, Tuvalu, Vanuatu, Wallis, Futuna, dall'Australia (con moderazione) e dall'Antartide (mille residenti o anche meno). Vi immaginate il traffico negli aeroporti neozelandesi?  

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