"Cambiare per vincere insieme": Us Acli contro la violenza sulle donne

L’Unione Sportiva Acli, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è scesa in campo organizzando una giornata dove al centro c’è lo sport come modello di contrasto a questo fenomeno.
"Cambiare per vincere insieme": Us Acli contro la violenza sulle donne
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Una partita da giocare tutti insieme e dove non conta solo partecipare, ma vincere. L’Unione Sportiva Acli, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è scesa ancora in campo con lo slogan “cambiare per vincere insieme” e organizzando una giornata dove al centro c’è lo sport come modello di contrasto a questo fenomeno. Un convegno moderato dalla giornalista Rai Simona Cantoni e andato in scena oggi presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. E i dati nel 2022 sono ancora terrificanti: 21mila, infatti, sono le donne uscite da violenze che restano senza fonte di reddito, mentre sono già 21 i femminicidi nei primi sei mesi del 2022 in Italia. “Il problema deve essere discusso anche e soprattuto con i ragazzi. Purtroppo c’è un fenomeno trasversale perché se vediamo i dati non ci sono distinzioni di aree geografiche, di età o di classe sociale. C’è un problema a monte che deve essere estirpato - ha aperto i lavori il Presidente dell’US ACLI, Damiano Lembo - La prevenzione è un elemento fondamentale per contrastare questo fenomeno. Poi bisogna saper riconoscere e intercettare i comportamenti che possono degenerare in queste violenze”.

E proprio i ragazzi sono tra i protagonisti di questa giornata, perché al convegno hanno partecipato gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Verne Magellano di Acilia e dell’Istituto De La Salle di Benevento. Tanti poi gli spunti di riflessioni regalati dagli ospiti intervenuti. Dall'Onorevole Gilda Sportiello al presidente e ad di Sport e Salute Vito Cozzoli che ha rimarcato come “lo sport e tutto il sistema paese debbano interrogarsi su questo fenomeno”, passando per il vice capo di Gabinetto del ministro Abodi, Daniele Frongia, che individua nello sport “un mezzo potentissimo di prevenzione, e attraverso il quale è possibile veicolare un messaggio importante per contrastare la violenza sulle donne”. Non sono mancate poi testimonianze, come quella della presidente della federazione italiana della danza sportiva, Laura Lunetta. “Porto la mia esperienza come ballerina prima che di dirigente - racconta - E la danza è uno sport di coppia dove l’equilibrio di genere è paritario e porta a un rispetto dell’altro, combattendo ogni tipo di violenza”.


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