I posti più sicuri in cui nascondersi in caso di Terza Guerra Mondiale

La percezione di un nuovo imminente conflitto su scala globale cresce ogni giorno, una mappa individua undici luoghi in cui sarebbe auspicabile trovarsi
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Crescono i conflitti su scala globale e cresce la percezione di una possibile Terza Guerra Mondiale. Un evento terrificante ed un solo pensiero, nascondersi. Già, ma dove? Esisterà mai un luogo sicuro in cui sfuggire agli orrori di un conflitto planetario? A quanto pare, ne esisterebbero undici.

La mappa dei luoghi più sicuri del mondo

A soccorrerci una mappa, con tanto di motivazioni dettagliate a comprovare la bontà delle destinazioni, invero non proprio tutte facilmente raggiungibili, ma equamente distribuite in giro per il mondo. L'elenco si apre con l'Antartide, scelto a dispetto dell'ambiente poco accogliente, perché secondo il calcolo delle probabilità la sua posizione all'estremo sud della Terra ne renderebbe improbabile il coinvolgimento. Risalendo la mappa, troviamo Argentina e Cile, considerati luoghi magari non certamente sicuri, ma probabilmente in grado di resistere più a lungo alla carestia mondiale che scaturirebbe dal lancio di 100 testate nucleari e della conseguente coltre che oscurerebbe il sole, in quanto ricche di risorse naturali e di resistenti colture di grano. Solcando il Pacifico, ecco un puntino in mezzo all'Oceano, sono le isole Figi, distanti 2700 miglia dall'Australia, effettivamente un posto che poco si concilia con la guerra, forte di un esercito di soli 6000 uomini. Anche la Nuova Zelanda è inserita nella mappa dei luoghi più sicuri al mondo, seconda solo alle stesse Figi, per l'atteggiamento neutrale sempre mostrato nei conflitti. In caso di coinvolgimento, poi, la sua ampia regione montuosa costituirebbe un rifugio perfetto per gli abitanti dell'isola. Sempre tra i monti, ma lontano dal mare, il Buthan, da sempre neutrale, viene considerato il miglior luogo in cui trovarsi in caso di Terza Guerra Mondiale. Che non coinvolgerà neanche l'Indonesia, che persegue in politica estera gli insegnamenti del suo primo presidente, AKhmed Sukarno, che coniò il termine "libero e attivo", e dunque si adopera per la creazione della pace nel mondo. L'abbondanza di terre fertili, acqua dolce e cibo e le avanzatissime infrastrutture aumentano di molto le possibilità di sopravvivenza in Sudafrica. Islanda e Groenlandia sono pacifiche e remote, oltre che poco popolate e autosufficienti a livello di riserve di acqua dolce e di fonti di energia rinnovabile. Undicesima ed ultima la Svizzera, da sempre associata alla non belligeranza, ma che nel dubbio è disseminata di rifugi antiatomici.


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