Perché non c'è vita su Marte, gli scienziati rivelano tutta la verità

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature offre una possibile risposta a uno dei più grandi enigmi dell'Universo
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Sebbene sia noto che in passato Marte avesse acqua liquida, la sua apparente incapacità di sostenere organismi viventi ha lasciato perplessa la comunità scientifica per decenni. Ora, nuove prove indicano un processo naturale che potrebbe aver ostacolato le condizioni necessarie per l'abitabilità. Analizzando i dati del rover Curiosity nel cratere Gale, i ricercatori hanno rilevato elevate concentrazioni di minerali carbonatici, il che suggerisce l'esistenza di un antico meccanismo di autoregolazione del clima su Marte. Questo processo, lungi dal promuovere la stabilità, avrebbe fortemente limitato le possibilità di sviluppo della vita. Con l'aumento della radiazione solare, la superficie marziana si è parzialmente sciolta, generando brevi periodi di umidità. Tuttavia, questa stessa radiazione ha favorito la formazione di carbonati, minerali che catturavano l'anidride carbonica dall'atmosfera. Questa perdita di CO2 ha ridotto l'effetto serra, provocando un calo delle temperature e, di conseguenza, il ritorno dell'aridità.

Non si può vivere su Marte

Questo ciclo, noto come "feedback negativo", ha creato condizioni estremamente instabili, con fasi umide molto brevi seguite da periodi di siccità che durano fino a 100 milioni di anni. A differenza della Terra, su Marte non esiste un vulcanismo attivo che restituisce CO2 all'atmosfera, il che impedisce l'instaurazione di un equilibrio climatico duraturo. Gli scienziati stimano che i carbonati trovati, che ammontano tra il 5 e l'11% in peso, siano sufficienti a spiegare la perdita di un'atmosfera densa e stabile. Ciò risolve anche un paradosso osservato nelle misurazioni isotopiche, che indicano una scomparsa del carbonio atmosferico, ora attribuito al suo accumulo nelle rocce. Questa scoperta obbliga a rivedere i criteri attuali per la ricerca della vita oltre la Terra. La semplice presenza di acqua non è sufficiente. Sono necessari anche una stabilità climatica duratura e processi geologici che riciclino i gas serra. Nel caso di Marte, questi fattori hanno costantemente fallito.

Vivere su un altro Pianeta

Secondo gli autori dello studio, se anche i microrganismi non riuscissero a sopravvivere durante i brevi periodi umidi, la probabilità di vita su altri pianeti potrebbe essere inferiore a quanto stimato in precedenza. Tuttavia, la scoperta di forme di vita antiche su Marte convaliderebbe l'idea che la vita possa emergere anche in condizioni marginali. Da qui l'importanza di riportare sulla Terra campioni marziani, una missione già pianificata dalla NASA e da altre agenzie spaziali. Queste rocce potrebbero fornire la prova definitiva della presenza (o assenza) di vita nel passato del Pianeta Rosso. Infine, è importante ribadire che i dati geologici non solo raccontano la storia di un pianeta, ma forniscono anche indizi sul suo futuro. Ad esempio, su Marte le rocce hanno contribuito a modificare il clima intrappolando il carbonio. Per sapere se un pianeta può essere abitabile, non basta trovare acqua: bisogna anche capire come regola il suo clima dall'interno.


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