È l'animale più felice del mondo ma è in grave pericolo di estinzione© Hongbin/Unsplash

È l'animale più felice del mondo ma è in grave pericolo di estinzione

Queste specie potrebbe presto scomparire se non verranno prese misure urgenti per proteggerla
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In Australia c'è un animale che sembra sorridere sempre, il quokka. Il suo carisma naturale ha conquistato i social media e ha spinto i viaggiatori a percorrere migliaia di chilometri per vederlo di persona. Tuttavia, questa fama ha portato conseguenze inaspettate. Questa specie è in grave pericolo di estinzione e gli specialisti avvertono che potrebbe scomparire se non verranno prese misure urgenti per proteggerla.

Il quokka è l'animale più felice al mondo

Il quokka è un marsupiale endemico dell'Australia Occidentale che, dal 2013, si è guadagnato il soprannome di "animale più felice del mondo" grazie alla sua caratteristica espressione facciale. Il suo "sorriso" non risponde alle emozioni umane, ma piuttosto alla forma naturale della sua bocca, abbinata a un muso stretto e guance arrotondate. La sua presenza è molto limitata: abita principalmente l'isola di Rottnest, l'isola di Bald e la riserva naturale di Two Peoples Bay. Il quokka ha all'incirca le stesse dimensioni di un gatto domestico (tra i 40 e i 90 centimetri), pesa dai 2,5 ai 5 chili e ha un mantello marrone o grigiastro. Appartiene alla famiglia dei Macropodi, come i canguri, e i suoi cuccioli si sviluppano nel marsupio della madre fino a sei mesi.

Perché il quokka è a rischio estinzione 

La minaccia più grande per il quokka è l'uomo. Molti turisti cercano di dargli da mangiare o di toccarlo per scattare il selfie perfetto, alterando la sua dieta e causando dipendenza. Le autorità australiane hanno imposto multe da 300 a 2mila dollari australiani a chi si avvicina più del dovuto a questi animali. La raccomandazione ufficiale è chiara: osservarli senza contatto fisico, non dare loro da mangiare e rispettare il loro spazio. L'intervento è consentito solo se si trova un esemplare ferito e si raccomanda di avvisare sempre la polizia o i servizi autorizzati per la fauna selvatica. L'impatto umano non si limita al turismo irresponsabile. L'invasione degli habitat interrompe i loro cicli di alimentazione e riposo, e la deforestazione riduce gli habitat sicuri. A questo si aggiungono predatori come le volpi ed eventi meteorologici estremi (incendi e siccità) che aggravano la situazione.


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