L'uomo più grasso del mondo è morto a 41 anni dopo aver perso 300 chili© Youtube

L'uomo più grasso del mondo è morto a 41 anni dopo aver perso 300 chili

Era diventato famoso in tutto il mondo per un record estremo; Juan Pedro Franco è morto in Messico dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute
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È morto in Messico Juan Pedro Franco, noto per essere stato l’uomo più grasso del mondo. Aveva 41 anni. Il decesso è avvenuto nel suo Paese natale a causa di una grave infezione renale che, secondo quanto riferito dai medici, ha provocato complicazioni sistemiche rivelatesi fatali durante il ricovero ospedaliero. A darne notizia è stato José Antonio Castañeda, lo specialista che lo seguiva da anni, in un comunicato ufficiale. "Negli ultimi giorni il suo stato di salute si era aggravato per un’infezione renale che si è evoluta con complicazioni generalizzate, portando al decesso", ha spiegato il medico.

Juan Pedro Franco, l'uomo più grasso del mondo

Juan Pedro Franco era diventato noto a livello internazionale nel 2017, quando il Guinness World Records lo aveva certificato come l’essere umano più pesante al mondo: allora il suo peso sfiorava i 600 chili. Immobilizzato a letto da anni, era costretto ad utilizzare un pannolino per i suoi bisogni. Franco aveva poi intrapreso un lungo e complesso percorso clinico affidandosi alle cure del dottor Castañeda. Il trattamento prevedeva inizialmente una rigorosa dieta di tipo mediterraneo, basata su frutta e verdura, seguita da due delicati interventi chirurgici: una gastrectomia verticale parziale e, successivamente, un bypass gastrico. Grazie a queste procedure, Franco era riuscito a perdere circa la metà del proprio peso corporeo, un risultato considerato straordinario date le condizioni di partenza. Nel 2020 era anche riuscito a superare l’infezione da Covid-19, segno dei progressi ottenuti negli anni precedenti.

Il commento del suo medico di fiducia

Dopo la sua morte, il medico ha voluto sottolineare il valore umano e simbolico del percorso affrontato dal paziente. "Si è trattato di un processo medico complesso e impegnativo - ha dichiarato - che ha contribuito a rendere visibile l’obesità come una malattia che richiede empatia, rigore scientifico e lavoro coordinato, al di là dello stigma che ancora la circonda". Castañeda ha infine ricordato Juan Pedro Franco per "la perseveranza, la resilienza e l’onestà con cui ha condiviso la propria storia", qualità che, ha aggiunto, "hanno generato empatia e motivato molte altre persone ad affrontare le proprie sfide di salute".


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