© GettyImages La regina Camilla aggredita in treno: "Un uomo ha provato a violentarmi"
La regina Camilla ha scelto di rompere il silenzio su un episodio mai raccontato prima, legato alla sua adolescenza. In una rara intervista radiofonica concessa alla BBC, la sovrana ha rivelato di essere stata vittima di un tentativo di violenza sessuale mentre viaggiava in treno nel Regno Unito, negli anni Sessanta. Una testimonianza personale inserita in un dibattito più ampio sulla violenza contro le donne, tema al quale Camilla dedica da tempo il proprio impegno pubblico.
Il racconto inedito della regina Camilla
L’intervista è andata in onda nel Today Program di BBC Radio 4. Camilla, allora poco più che una ragazza, ha raccontato di trovarsi su un treno, immersa nella lettura di un libro, quando "un uomo mi ha aggredita". Un ricordo riaffiorato con lucidità e accompagnato da emozioni ancora vive. "Ero furiosa", ha spiegato, sottolineando come la reazione istintiva fosse stata segnata dalla rabbia più che dalla paura. A colpire è anche il racconto del momento immediatamente successivo. Una volta scesa dal treno, la giovane Camilla si era incontrata con la madre, che aveva subito notato il suo stato di agitazione. "Perché ti si rizzano i capelli? E perché manca un bottone dal tuo cappotto?", le avrebbe chiesto, intuendo che qualcosa di grave fosse accaduto. Un episodio rimasto a lungo confinato nella sfera privata, mai reso pubblico fino ad oggi.
"La violenza è rimasta un tabù per troppo tempo"
La decisione di parlarne, ha spiegato la regina, nasce dalla consapevolezza che la violenza domestica e sessuale è stata per troppo tempo un argomento tabù. "È rimasta nell’ombra così a lungo che molte persone non si rendono conto di quanto sia grave la situazione", ha detto. Da qui la scelta di utilizzare la propria posizione pubblica per dare voce a un problema che continua a colpire milioni di donne. "Se ho un piccolo pulpito su cui stare, mi piacerebbe salirci", ha aggiunto Camilla, spiegando che parlare e ascoltare resta, a suo avviso, uno degli strumenti più efficaci per rompere il silenzio. "Non c’è molto che io possa fare se non parlare con la gente". Una testimonianza che, al di là del ruolo istituzionale, restituisce una dimensione profondamente umana della 76enne e rafforza il messaggio di attenzione e solidarietà verso le vittime di violenza.