Il cognome è imbarazzante e motivo di scherno: tre fratelli chiedono di cambiarlo© Scott Graham/Unsplash

Il cognome è imbarazzante e motivo di scherno: tre fratelli chiedono di cambiarlo

Tre fratelli di Rimini cambiano il cognome paterno per imbarazzo: via libera della Prefettura, scelto quello della madre
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A scuola le battute, tra amici le risatine, negli uffici gli sguardi imbarazzati al momento di pronunciare il proprio nome completo. Per tre fratelli di Rimini quel cognome, ereditato dal padre, era diventato un fardello. Così hanno deciso di cambiarlo, scegliendo quello della madre. I giovani hanno chiesto e ottenuto dalla Prefettura l’autorizzazione a sostituire il cognome paterno con quello materno. Una decisione condivisa con i genitori e maturata nel tempo, per prevenire situazioni di disagio e possibili episodi di bullismo.

Il cognome diventa un peso: la scelta di tre fratelli di Rimini

La prima richiesta risale al 2022 ed è stata presentata dal fratello di mezzo. "Non aveva subito veri e propri atti di bullismo, ma qualche battuta sì", ha spiegato l’avvocata della famiglia. L’istruttoria è durata oltre un anno: nel 2023 è arrivato il via libera. Ottenuta l’autorizzazione, anche il fratello maggiore ha avviato la stessa procedura. Infine i genitori hanno deciso di estendere il cambio al più piccolo, oggi diciassettenne. Il padre non si è opposto: "Ha le spalle larghe e non ci fa più caso", ha riferito la legale, sottolineando come la sensibilità al tema sia più marcata tra i giovani e nei contesti sociali in cui si muovono.

Cosa dice la legge sul cambio di cognome

In Italia il cambio di cognome non è automatico. È regolato dagli articoli 89-93 del Dpr 396/2000, modificato nel 2012, e richiede una motivazione valida e meritevole di tutela. La domanda va presentata al Prefetto della provincia di residenza o di nascita e viene valutata caso per caso. Tra le ragioni ritenute ammissibili rientrano i cognomi considerati ridicoli, vergognosi o legati a situazioni familiari particolari. Non si tratta quindi di una scelta libera, ma di una procedura che presuppone un’istruttoria accurata. Nel caso dei tre fratelli riminesi, la motivazione era l’imbarazzo costante suscitato dal cognome paterno. Una scelta che, nelle loro intenzioni, punta a prevenire disagi futuri e a vivere con maggiore serenità la quotidianità, a partire dai banchi di scuola.


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