Un missile che parte dall'Iran può colpire l'Italia? Ecco fin dove può colpire secondo il CSIS
L’Iran dispone di uno degli arsenali missilistici più vasti e diversificati del Medio Oriente. A sostenerlo è il Missile Defense Project del Center for Strategic and International Studies (CSIS), che ha mappato la portata e le capacità dei sistemi balistici e da crociera in dotazione a Teheran. Secondo l’analisi, la combinazione di missili balistici a corto, medio e lungo raggio, missili da crociera e droni d’attacco consente all’Iran di colpire obiettivi in Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein, con una proiezione potenziale che, a seconda del punto di lancio, potrebbe estendersi fino all’Europa sud-orientale e ad alcune aree dell’Africa.
Un arsenale strutturato per deterrenza e rappresaglia
Il cuore di questo sistema è nelle mani della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), che gestisce un apparato offensivo concepito sia come strumento di deterrenza strategica sia come mezzo di risposta diretta contro Israele e contro basi statunitensi nella regione. Teheran ha sviluppato un ecosistema militare in grado di proiettare potenza oltre i 2.000 chilometri, combinando missili balistici a lungo raggio, munizionamento di precisione e sciami di droni. Questa integrazione permette di sostenere più ondate consecutive di attacchi coordinati, mantenendo una capacità di rappresaglia flessibile e altamente mobile. Oltre alle proprie forze armate, l’Iran è considerato un attore chiave nella proliferazione di armi nell’area. Negli anni ha rifornito alleati e gruppi armati, tra cui Hezbollah e il regime siriano.