Pagina 2 | Morto Gino Paoli, l'annuncio commosso in diretta di Antonella Clerici: "Ho pensato a Ornella Vanoni..."

È stato tra i più grandi cantautori italiani, autore di brani celebri come "Il cielo in una stanza" e “Sapore di sale”

È morto all'età di 91 anni Gino Paoli, tra i più grandi cantautori italiani, autore di alcuni dei brani più famosi della storia della nostra musica, come "Il cielo in una stanza" e “Sapore di sale”. L'annuncio è arrivato in diretta tv da Antonella Clerici: "È arrivata proprio adesso una brutta notizia dalle agenzie, è venuto a mancare Gino Paoli, 91 anni. L'ho incontrato tantissime volte, adoravo le sue canzoni tanto che un mio programma di successo si chiamava: "Ti lascio una canzone". Era venuto a cantarla tante volte", ha sottolineato la conduttrice durante la puntata del programma 'E' sempre mezzogiorno!', su Raiuno. Secondo quanto appreso, Paoli è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata.

Clerici: "Gino Paoli? Ho pensato subito a Ornella Vanoni"

"Mi è subito venuta in mente Ornella Vanoni - sottolinea la Clerici - che è mancata da poco. Gino Paoli è stato un grande amore e una grande intesa professionale. Tutti questi grandi 'vecchi', e lo dico con affetto, che vengono a mancare... mi dispiace tantissimo, perché hanno dato tantissimo all'arte. Un abbraccio alla famiglia per questa notizia non piacevole".


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Gino Paoli e l'infanzia a Genova

Gino Paoli ha dedicato l'intera sua vita alla musica lasciando capolavori indimenticabili che sono nei cuori di tutti, e che hanno fatto sognare e spesso innamorare generazioni di italiani, da 'Sapore di sale' a 'Il cielo in una stanza', due tra le più belle canzoni italiane di tutti i tempi, a 'La gatta', 'Che cosa c'è', 'Senza fine' e tanti altri. Tra i fondatori della cosiddetta 'scuola genovese', con altri mostri sacri come Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Paoli in realtà non era nato a Genova ma a Monfalcone (Gorizia), il 23 settembre del 1934. La sua famiglia però (il padre, Aldo Paoli, era ingegnere navale) si trasferì nel capoluogo ligure pochi mesi dopo la sua nascita. Ed è qui, nel quartiere Pegli, che l'artista trascorre la sua infanzia e scopre, anche grazie alla madre, pianista, la passione per la musica.

Gli incontri con Vanoni, Mogol e Sandrelli

I primi lavori arrivano sotto la direzione artistica di Nanni Ricordi, con i 45 giri incisi nel 1959 (La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi). Non hanno successo, ma già l'anno successivo, con 'La gatta', le cose cambiano: è Mogol in persona a interessarsi di questo brano, che con il passaparola entra in classifica. Subito dopo è lo stesso Mogol a proporre a Mina di interpretare 'Il cielo in una stanza', scritta da Paoli, che rappresenta la definitiva consacrazione dell'artista come cantautore. Nel 1961, dall'incontro con Ornella Vanoni con cui intreccia una relazione, nascono alcuni dei suoi più grandi successi, come 'Senza fine' e 'Anche se'. Appena l'anno successivo arriva l'incontro con Stefania Sandrelli, di cui Paoli si innamora e che le darà una figlia, Amanda: una relazione che crea scandalo, perché quando i due si conoscono Paoli è sposato e Sandrelli ancora minorenne. Nel 1963 nasce 'Sapore di sale' e, poco dopo, 'Che cosa c'è'.

Il tentato suicidio del 1963 e la ripresa

Nonostante il grandissimo successo, il 1963 segna un anno di svolta per l'artista per un altro motivo: il tentato suicidio, probabilmente a causa delle difficoltà e crisi sentimentali, l'11 luglio. Paoli si spara un colpo di pistola al cuore. Si salva, perché il proiettile non perfora il miocardio ma si ferma nel torace senza toccare organi vitali. Ma non può essere rimosso, troppo pericoloso: da quel giorno è vissuto con il proiettile nel pericardio. Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo, al quale ha preso parte in sette edizioni, ma comincia un periodo di minor successo, fino al 1971, quando torna con una trilogia di album più impegnati, mentre si dedica anche al lavoro di talent scout e produttore.


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I nuovi successi

Un nuovo grande successo arriva con 'Una lunga storia d'amore' nel 1984, brano che dà il là a un tour trionfale in coppia con Ornella Vanoni. Nel 1991 arriva l'album 'Matto come un gatto', il cui singolo 'Quattro amici' vince il Festivalbar. Ancora soddisfazioni per Paoli nel 2002 con il ritorno a Sanremo e nel 2004 con il nuovo disco 'Ti ricordi? No, non mi ricordo', realizzato e portato in tour ancora con Ornella Vanoni. Negli anni successivi, prende parte alla stesura di 'Domani', canzone di solidarietà per gli abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009.

Gino Paoli lascia cinque figli

Dalla prima moglie, Anna Fabbri, l'artista ha avuto il figlio Giovanni, nato nel 1964 (morto nel 2025), nello stesso periodo in cui nasceva Amanda Sandrelli dalla sua relazione con Stefania. Tra gli anni '60 e '70 ha avuto una lunga relazione con Ornella Vanoni, scomparsa appena quattro mesi fa. Dal 1991 era sposato con l'autrice di alcuni suoi brani Paola Penzo, con la quale ha avuto due figli, Nicolò nel 1980, Tommaso nel 1992 e Francesco nel 2000.

 


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Gino Paoli e l'infanzia a Genova

Gino Paoli ha dedicato l'intera sua vita alla musica lasciando capolavori indimenticabili che sono nei cuori di tutti, e che hanno fatto sognare e spesso innamorare generazioni di italiani, da 'Sapore di sale' a 'Il cielo in una stanza', due tra le più belle canzoni italiane di tutti i tempi, a 'La gatta', 'Che cosa c'è', 'Senza fine' e tanti altri. Tra i fondatori della cosiddetta 'scuola genovese', con altri mostri sacri come Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Paoli in realtà non era nato a Genova ma a Monfalcone (Gorizia), il 23 settembre del 1934. La sua famiglia però (il padre, Aldo Paoli, era ingegnere navale) si trasferì nel capoluogo ligure pochi mesi dopo la sua nascita. Ed è qui, nel quartiere Pegli, che l'artista trascorre la sua infanzia e scopre, anche grazie alla madre, pianista, la passione per la musica.

Gli incontri con Vanoni, Mogol e Sandrelli

I primi lavori arrivano sotto la direzione artistica di Nanni Ricordi, con i 45 giri incisi nel 1959 (La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi). Non hanno successo, ma già l'anno successivo, con 'La gatta', le cose cambiano: è Mogol in persona a interessarsi di questo brano, che con il passaparola entra in classifica. Subito dopo è lo stesso Mogol a proporre a Mina di interpretare 'Il cielo in una stanza', scritta da Paoli, che rappresenta la definitiva consacrazione dell'artista come cantautore. Nel 1961, dall'incontro con Ornella Vanoni con cui intreccia una relazione, nascono alcuni dei suoi più grandi successi, come 'Senza fine' e 'Anche se'. Appena l'anno successivo arriva l'incontro con Stefania Sandrelli, di cui Paoli si innamora e che le darà una figlia, Amanda: una relazione che crea scandalo, perché quando i due si conoscono Paoli è sposato e Sandrelli ancora minorenne. Nel 1963 nasce 'Sapore di sale' e, poco dopo, 'Che cosa c'è'.

Il tentato suicidio del 1963 e la ripresa

Nonostante il grandissimo successo, il 1963 segna un anno di svolta per l'artista per un altro motivo: il tentato suicidio, probabilmente a causa delle difficoltà e crisi sentimentali, l'11 luglio. Paoli si spara un colpo di pistola al cuore. Si salva, perché il proiettile non perfora il miocardio ma si ferma nel torace senza toccare organi vitali. Ma non può essere rimosso, troppo pericoloso: da quel giorno è vissuto con il proiettile nel pericardio. Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo, al quale ha preso parte in sette edizioni, ma comincia un periodo di minor successo, fino al 1971, quando torna con una trilogia di album più impegnati, mentre si dedica anche al lavoro di talent scout e produttore.


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