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Eclissi della Luna Rossa il 28 agosto: a che ora e dove vederla  

Il 28 agosto torna lo spettacolo della Luna Rossa: l’eclissi sarà visibile prima dell’alba. Ecco a che ora osservarla e dove sarà più suggestiva

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Pubblicato il 27.08.2026, 14:03

Un'altra sveglia nel cuore della notte, ma questa volta con lo sguardo rivolto verso la Luna. Dopo l'eclissi totale di Sole del 12 agosto, il cielo di agosto 2026 prepara un secondo appuntamento astronomico: l'eclissi lunare del 28 agosto, osservabile nelle ore che precedono l'alba. Il satellite entrerà nell'ombra proiettata dalla Terra e potrà assumere sfumature che vanno dal rame al rosso mattone, dando vita a quella che popolarmente viene chiamata “Luna di Sangue”. "Dopo lo spettacolo straordinario dell'eclissi solare del 12 agosto, la “stagione delle eclissi” di questo eccezionale agosto 2026 non è ancora finita", spiega Alessandra Masi, tra le più note astrofotografe italiane. I due eventi sono infatti collegati dalla stessa stagione delle eclissi, ovvero quei periodi in cui il Sole si trova vicino ai nodi dell'orbita lunare. In queste particolari finestre astronomiche possono verificarsi due eclissi a distanza di circa due settimane. E così, dopo il Sole, toccherà alla Luna conquistare la scena.

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Perché durante l'eclissi la Luna diventa rossa

Quello del 28 agosto sarà uno spettacolo profondamente diverso rispetto all'eclissi solare osservata poche settimane prima. Questa volta sarà infatti la Luna a entrare nell'ombra della Terra. Ma il satellite non scompare semplicemente nel buio. Durante un'eclissi lunare può assumere tonalità particolari, passando dal rame dorato fino a un rosso mattone molto intenso. Da qui nasce il soprannome di “Luna di Sangue”, o Blood Moon. La spiegazione è legata al comportamento della luce solare nell'atmosfera terrestre. Quando la Terra si trova tra il Sole e la Luna, blocca la luce diretta che normalmente illumina il satellite. Una parte dei raggi solari riesce però ad attraversare gli strati più esterni dell'atmosfera. L'atmosfera terrestre funziona così come una sorta di filtro naturale: le lunghezze d'onda tendenti al blu vengono disperse più facilmente, mentre quelle rosse e arancioni riescono a proseguire il loro percorso e raggiungono la superficie lunare. È lo stesso principio che contribuisce a colorare di rosso e arancio i tramonti. Il risultato, osservato dalla Terra, è una Luna che invece di scomparire completamente può assumere una suggestiva tonalità rossastra.