Processo Spada, tre ergastoli per associazione mafiosa
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Cronaca
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Processo Spada, tre ergastoli per associazione mafiosa

Udienza nell’aula bunker di Rebibbia per 24 imputati. La sindaca Virginia Raggi: “Ora ridare fiducia agli onesti”

ROMA – La Corte d’Assise di Roma sancisce che a Ostia, quartiere di Roma, era attivo un clan mafioso e ha condannato 17 appartenenti e affiliati al clan degli Spada, infliggendo anche tre ergastoli a quelli che per la Procura di Roma sono i capi indiscussi del sodalizio: Carmine Spada, detto Romoletto, Roberto Spada, già condannato per la vicenda della testata ad un giornalista della Rai, e Ottavio Spada, detto Marco. I giudici hanno disposto condanne per complessivi 147 anni di carcere e sono stati assolti 7 imputati. I reati contestati vanno dall'associazione di stampo mafioso, all'omicidio, all'estorsione all'usura. Il procedimento è legato agli arresti avvenuti il 25 gennaio 2018 nel corso dell'operazione “Eclissi” in cui i magistrati di piazzale Clodio hanno contestato l'associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il processo

Il processo è legato agli arresti avvenuti ?il 25 gennaio ?del 2018. Per gli inquirenti il gruppo criminale si era “impossessato” di un pezzo di città. Un clan che, secondo l'accusa, ha messo in atto una vera e propria aggressione al territorio: “una associazione a delinquere - scriveva il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - che ha provocato un profondo degrado nella zona di Ostia consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi dei beni primari. Una mafiosità che poggia la sua potenza sull'organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze”. Agli arresti del gennaio dell'anno scorso si è arrivati anche grazie al contributo di quattro collaboratori di giustizia. I capi condannati all'ergastolo sono accusati, tra l'altro, di essere i mandanti del duplice omicidio Galleoni-Antonini avvenuto nel 2011. Un evento che per gli inquirenti rappresenta la svolta negli assetti criminali di Ostia con la “progressiva erosione del potere criminale dei Baficchio e la definitiva ascesa del clan Spada”. Tra le altre condanne, inflitti 16 anni a Ottavio Spada, detto Maciste, 9 anni Nando De Silvio, detto Focanera e 8 anni a Ruben Alvez del Puerto, coinvolto anche lui nell'aggressione al giornalista Rai. Assolti, invece, Armando Spada, Enrico Spada, Roberto Spada detto Ziba omonimo del condannato all'ergastolo, Francesco De Silvio, Sami Serour, Stefano De Dominicis e Roberto Sassi.

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Le parole di Virginia Raggi e Nicola Morra

Ad attendere la sentenza, nell'aula bunker di Rebibbia, anche la sindaca Virginia Raggi insieme al presidente della commissione antimafia Nicola Morra. “Questa sentenza - commenta a caldo Raggi - riconosce che sul litorale di Roma c'è la mafia. Si può parlare di mafia a Roma. Ringrazio magistratura e forze dell'ordine e soprattutto quei cittadini che denunciano la criminalità. Io sono qui per stare accanto a quei cittadini. Restituire fiducia ai cittadini onesti che per troppo tempo hanno avuto paura”. Anche il presidente della Commissione Antimafia, l'esponente del M5s Nicola Morra, commenta il processo - "Tanti territori sono piagati dalla presenza mafiosa, oggi bella giornata per chi ci ha creduto, per chi ha avuto fiducia nelle Istituzioni”.

L’avvocato Libera: "Riconosciuto impianto accusatorio"

"Questa sentenza riconosce in pieno l'impianto accusatorio sostenuto dalla Procura di Roma e dalle parti civili", ha osservato l'avvocato Giulio Vasaturo, legale dell'associazione antimafia Libera dopo la sentenza di primo grado del processo al clan Spada che ha condannato all'ergastolo Carmine, Ottavio e Roberto Spada ritenuti a capo dell'omonimo clan attivo sul litorale romano, "L'entità della pena comminata ai principali imputati, assolutamente senza precedenti nella storia giudiziaria della capitale, dà la misura della gravità delle condotte delittuose che hanno trovato completo riscontro nell'istruttoria dibattimentale".

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