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Lavarsi le mani 200 volte al giorno o fare solo lavatrici: tutte le fobie da coronavirus

Un'incredibile ricerca argentina ha evidenziato non solo un'emergenza sanitaria ma anche mentale: c'è gente che fa marcire il cibo piuttosto che rischiare il contagio

Lavarsi le mani 200 volte al giorno o fare solo lavatrici: tutte le fobie da coronavirus
© EPA

L'avvento brutale del coronavirus nelle nostre vite ha portato non solo problemi enormi sotto il profilo sanitario ma anche sono l'aspetto mentale. Una ricerca pubblicata sul Clarin ha fatto luce su un altro lato della pandemia che in pochi si sono fermati ad analizzare, quello delle ripercussioni psicologiche su chi già soffriva di disturbi d'ansia o ossessivo-compulsivi. Alcuni esempi elencati nel lungo articolo evidenziano una situazione ai limiti del collasso che non riguardano solo il Sudamerica ma tutti i cittadini in giro per il mondo.

Le fobie più comuni che generano allarme

Nell'articolo vengono fatti degli esempi illuminanti, tipo quello di Romina, una ragazza che è arrivata a lavarsi le mani 150 volte al giorno, o Juan Manuel che trascorre due ore piene delle sue giornate a pulire un cartone di latte con la candeggina. O ancora Pablo che per evitare il rischio di contagio da superficie preferisce lasciare la cassetta di legno acquistata in negozio per cinque giorni in un angolo della casa, anche se ciò significa veder marcire il cibo che risiede al suo interno. Poi c'è Julieta che lava i vestiti almeno quattro volte in lavatrice prima di indossarli perché non si sa mai che il virus possa restare attaccato al tessuto. E c'è anche chi trascorre le notti insonni nel tentativo di informarsi il più possibile sul coronavirus. 

Il 40% della popolazione soffrirà d'ansia alla fine della pandemia

C'è la paura, anzi la fobia, del contagio. Un terrore psicologico che sfocia in ossessione e quindi in un problema psicotico. "Abbiamo molti pazienti che stavano per essere dimessi e hanno avuto pesanti ricadute", ha spiegato Encin Cascardo, direttore medico del Centro di ricerca sull'ansia dell'IMA. "Ho tantissime persone che hanno dovuto aumentare le dosi delle loro medicine e molte che si presentano alle sedute una volta a settimana anziché una volta al mese. Alla fine di questa pandemia i danni psicologici saranno incalcolabili. Si pensa che il 40% della popolazione soffrià di ansia". Quasi una persona su due. Un'enormità.

"Il disturbo d'ansia generalizzato (GAD) è il più comune", ha proseguito il professor Cascardo. "Ha a che fare con un'eccessiva preoccupazione e un'intolleranza all'incertezza. Per questo motivo, di fronte alla pandemia, i sintomi sono esacerbati", afferma lo psichiatra che è presidente del Associazione argentina dei disturbi d'ansia. "Sono persone che sopravvalutano la probabilità di contagio. Inoltre, svolgono un'ipervigilanza del corpo e basta un colpo di tosse per rassegnarsi all'idea di essere stati infettati dal coronavirus". I claustrofobici oppure coloro che hanno paura di andare a partorire in ospedale stanno vivendo un periodo infernale. Le persone che soffrono di agorafobia, che è la paura di frequentare spazi aperti, sentono l'effetto protettivo della casa e non escono nemmeno per gettare l'immodizia.

Le scelte folli di chi ha discturbi psichici

Il dottor Cascardo si è focalizzato su coloro che soffrono di disturbi ossessivo-compulsivi. "Per loro la pandemia è stata un disastro: c'erano pazienti che finalmente erano riusciti a lavarsi le mani solo cinque volte al giorno. Ora sono tornati a farlo 70 volte in media. Una delle principali paure di coloro che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo è legata alla contaminazione da virus o batteri e quindi con il terrore di ammalarsi. In generale, è una paura infondata. Ma ora coincide con un fatto reale. Ho un paziente che si lava le mani tra le 190 e le 200 volte al giorno. Praticamente non vive più. Il problema è che si parla del coronavirus come di un organismo mortale e questo non fa che generare nella mente dei miei pazienti molta confusione. La loro reazione è che tutto deve essere pulito e igienizzato e le mani devono essere sempre sterilizzate, anche al costo di rovinarle". 

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