Lyssavirus, gatto morto a Arezzo: si teme infezione nei pipistrelli

Gli altri animali della proprietaria dell'animale deceduto per il virus rarissimo sono in isolamento anche a Firenze. Ora parte lo screening nella colonia per capire che diffusione ci può essere

© EPA

ROMA - Il Lyssavirus continua a far paura in Toscana. Uno screening sui pipistrelli ad Arezzo scatterà nelle prossime ore quando i ricercatori dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie eseguiranno un prelievo-cattura di mammiferi vivi presenti in una colonia in città. Lo ha annunciato stamani il sindaco Alessandro Ghinelli durante la seduta del Consiglio comunale informando anche sul trasferimento in strutture adeguate degli altri animali della famiglia proprietaria del gatto affetto da Lyssavirus e poi morto. Si tratta di un cane trasferito al Canile municipale e posto in isolamento e di una gatta che quindici giorni fa ha partorito alcuni gattini, accolti dal Gattile di Firenze dotato di misure ad hoc previste in questi casi. Ad Arezzo il sindaco ha anche proibito di portare i cani fuori senza guinzaglio.

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"I tecnici dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie - ha spiegato il sindaco - eseguiranno un sopralluogo in una zona della città dove è presente una colonia di pipistrelli e domani sarà effettuato un prelievo-cattura di pipistrelli vivi, per verificare se questa tipologia di virus è da considerarsi un fatto endemico oppure no. Senza falsi allarmismi, dico che la situazione è di grande attenzione". In giornata è prevista una riunione tra il primo cittadino di Arezzo, i tecnici del servizio ambiente del Comune e il direttore del servizio veterinario della Asl per prendere in considerazione il monitoraggio delle colonie feline.

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Ma che cosa è il Lyssavirus? Quanto è pericoloso davvero? Il virus appartiene alla famiglia dei virus da cui discende la Rabbia - la famiglia Rhabdoviridae - ma è diverso e rarissimo, essendo stato identificato solo una volta nel mondo nei pipistrelli. Si trasmette tramite saliva dei mammiferi infetti e provoca febbre, agitazione, salivazione, idrofobia: l'encefalite virale che può portare anche all'arresto cardiaco, coma e morte. Letale, come la Rabbia, ma meno conosciuto e speriamo anche meno diffuso.

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