Burioni: "Essere asintomatico al Coronavirus non vuol dire essere sano"

Il virologo italiano ha voluto fare chiarezza su uno dei temi più discussi in ambito Covid-19: i casi asintomatici
Burioni: "Essere asintomatico al Coronavirus non vuol dire essere sano"© ANSA

ROMA - Una delle tematiche che tiene banco in ambito Coronavirus riguarda i casi asintomatici, persone che contraggono il virus ma non presentano i sintomi. La discussione tratta se questi soggetti siano da categorizzare tra i malati o meno, il virologo Roberto Burioni ha voluto chiarire definitivamente la questione: “Molte persone infettate dal covid non hanno effettivamente sintomi, ma questo non vuole dire che siano sane”. Per spiegare meglio il concetto, il virologo ha citato uno dei medici più autorevoli al mondo, Eric Topol: “Una porzione molto grande di persone, sebbene colpite da un’infezione silente e senza sintomi, internamente stanno subendo colpi all’interno del loro corpo di cui neanche sono a conoscenza”.

Burioni: “Capiremo nel lungo termine”

Burioni cita altri esempi come i tumori, l’AIDS, il diabete, l’ipertensione arteriosa ed il glaucoma come malattie dove non si percepiscono i sintomi all’inizio ma senza adeguate cure si rischia la vita ed il fatto di non avere sintomi è parte del problema: “Molte infezioni asintomatiche sono effettivamente senza sintomi, ma non senza danni per l’organismo. Ovvio, qui (covid) parliamo di danni a breve termine, che magari guariranno completamente o daranno conseguenze a lungo termine. Ma è bene precisare che le conseguenze a lungo termine di quest’infezione le sapremo solo ed esclusivamente a lungo termine, per cui è inutile parlarne” ha spiegato Burioni.

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