Coronavirus, ecco l'effetto devastante sulla Fase rem

La pandemia non ci lascia dormire la notte ed è protagonista dei nostri incubi
Coronavirus, ecco l'effetto devastante sulla Fase rem
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TagsFase remCoronavirus

Le nostre vite sono state stravolte dalla pandemia da Coronavirus. Le nostre abitudini, la nostra routine quotidiana improvvisamente rivoluzionata per via di un virus che ha messo il mondo in ginocchio causando milioni di vittime. La pandemia, però, sortisce i suoi effetti devastanti anche durante il nostro riposo notturno. Il Covid, infatti, si cela anche dietro i nostri incubi e disturba la Fase rem. Quando si verificano eventi di forte impatto psicologico, che perdurano nel tempo diventando una costante nella quotidianità, essi rendono le giornate inquietanti, alimentando i sentimenti negativi come ansia, tristezza e paura, e tutto ciò che si immagazzina da svegli senza essere elaborato, il cervello tenta di scaricarlo la notte.

Gli effetti del Covid sul sonno

Solitamente al risveglio i sogni appaiono confusi e poco chiari. Quelli legati alla pandemia, che trasforma i nostri momenti onirici in veri e propri incubi, invece, portano le persone a ricordare anche più sogni, soprattutto se carichi di emozioni negative e inquietanti. Gli incubi che si verificano durante il sonno Rem arrivano a svegliare il soggetto in uno stato di angoscia, disturbando la ripresa del riposo notturno, e tali manifestazioni sono accompagnate da agitazione intensa, paura, rabbia e tristezza, insieme ad altre emozioni sgradevoli che la medicina inquadra come "funzioni disforiche". Tali incubi tendono a presentarsi nelle prime ore dell'alba, dopo una notte già tormentata da sogni cupi, e si contraddistinguono per il fatto che il soggetto ricorda vividamente il contenuto e i dettagli del sogno al risveglio, ed anche se di norma l'evento onirico è breve, di circa 4-15 minuti, spesso dopo l'episodio traumatico egli non è più in grado di riaddormentarsi. Inoltre prima di svegliarsi il paziente emette qualche suono, o si muove involontariamente, fino a manifestare segnali che indicano l'attivazione del sistema nervoso autonomo, come palpitazioni, sudorazione eccessiva, rigidità muscolare, crampi o respiro accelerato. 

Coronavirus, aumentano le diagnosi del disturbo bipolare

Un sonno disturbato o breve, porta però a ulteriori problemi anche durante la fase di veglia. La reclusione forzata in casa per via della pandemia, l'aumento dei contagi, la paura constante e la difficoltà a vedere la luce in fondo al tunnel, ha fatto aumentare enormemente le diagnosi del "disturbo bipolare", una condizione psichiatrica caratterizzata da gravi alterazioni dell'umore, con alti e bassi ricorrenti. Tali condizioni, poi, vengono riscontrate in quei soggetti che non sono stati colpiti dal Covid, in costante ansia, impegnati a evitare di contrarre il virus e che durante la Fase rem scaricano tutte queste tensioni negative.   


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