© ANSA Eni verso la fusione nucleare magnetica per un'energia pulita
"I test hanno dato un risultato straordinario". L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, commenta con orgoglio il primo tentativo al mondo di emulare quanto avviene sul Sole, al fine di ottenere energia pulita e virtualmente inesauribile. "Il magnete con tecnologia superconduttiva HTS (HighTemperature Superconductors) assicurerà il confinamento del plasma nel processo di fusione magnetica", si legge inoltre in una nota dell'azienda. L'esperimento, condotto dall’americana Cfs (Commonwealth Fusion Systems), una società nata all’interno del Massachusetts Institute of Technology (MIT), di cui l’Eni è il maggiore azionista, si è servito di una tecnologia che consentirà di gestire la fusione nucleare di deuterio e trizio per produrre energia.
"Ecco i benefici derivanti dalla fusione a confinamento magnetico"
"La fusione a confinamento magnetico, tecnologia mai sperimentata e applicata a livello industriale finora, occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica di Eni finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire all’umanità di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di gas serra, cambiando per sempre il paradigma della generazione di energia e contribuendo a una svolta epocale nella direzione del progresso umano e della qualità della vita", afferma Claudio Descalzi.
"Il test ha dimostrato la possibilità di assicurare il processo di fusione"
"Gli esperimenti e la ricerca sulla fisica del plasma e sui reattori a fusione e le tecnologie degli elettromagneti di nuova generazione sono stati condotti dall’Eni insieme con Plasma Science and Fusion Center del Mit, con il quale era stato sottoscritto un accordo di collaborazione. Il test ha riguardato proprio l’utilizzo di tali elettromagneti di nuova generazione per gestire e confinare il plasma, ovvero la miscela di deuterio e trizio portata a temperature altissime da fasci di onde elettromagnetiche, e ha dimostrato la possibilità di assicurare l’innesco e il controllo del processo di fusione, dimostrando l’elevata stabilità di tutti i parametri fondamentali. La tecnologia oggetto del test potrebbe contribuire significativamente alla realizzazione di impianti molto più compatti, semplici ed efficienti", si legge invece nella nota dell'Eni.