Fa causa a Tesla dopo che il suo Cybertruck ha tentato di buttarla da un ponte© Youtube

Fa causa a Tesla dopo che il suo Cybertruck ha tentato di buttarla da un ponte

La guida autonoma di Tesla sotto accusa: una donna del Texas denuncia un incidente con il Cybertruck in modalità FSD e porta l’azienda di Elon Musk in tribunale
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L’ambizione di Elon Musk di portare sulle strade una guida completamente autonoma continua a scontrarsi con una realtà ancora complessa. Il sistema Full Self Driving (FSD) sviluppato da Tesla, pur rappresentando uno dei progetti più avanzati nel settore, non garantisce infatti un’autonomia totale e richiede ancora una costante supervisione da parte del conducente. Negli ultimi mesi diversi episodi condivisi sui social hanno riacceso il dibattito sull’affidabilità della tecnologia. Tra i casi più discussi c’è quello di una Tesla Model 3 che ha sfondato una barriera abbassata a un passaggio a livello a West Covina, in California, alimentando nuovi interrogativi sulla sicurezza del sistema. A questi episodi si aggiunge ora un incidente avvenuto negli Stati Uniti che potrebbe avere conseguenze legali rilevanti per l’azienda guidata da Musk.

L’incidente in Texas con il Cybertruck

Stando a quanto riportato dai media locali Chron e Austin American-Statesman, una donna del Texas, Justine Saint Amour, ha avviato una causa contro Tesla dopo un incidente avvenuto mentre guidava il suo Cybertruck con la modalità di guida autonoma attivata. Durante il tragitto in autostrada, il veicolo si sarebbe avvicinato a una curva in un tratto di strada delimitato da coni. Invece di rallentare per affrontare la svolta, il pick-up avrebbe accelerato, mantenendo una traiettoria diretta verso una barriera di cemento oltre la quale si apriva il vuoto. La conducente, accortasi che il sistema non stava adattando correttamente velocità e direzione alle condizioni della strada, ha tentato di disattivare il sistema FSD. Il tempo di reazione, tuttavia, sarebbe stato insufficiente: il veicolo si è schiantato contro il muro di cemento. L’impatto ha evitato che il mezzo precipitasse nel burrone sottostante, una caduta che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. La donna ha riportato lesioni alla schiena, al collo e agli arti superiori.

La causa contro Tesla: "Il sistema non è sicuro"

L’incidente, avvenuto lo scorso agosto, ha spinto Justine Saint Amour a intraprendere un’azione legale contro Tesla. Nella denuncia, la conducente sostiene che il veicolo "ha tentato di schiantarsi contro la barriera di cemento e l’autostrada sottostante". Secondo la tesi dell’accusa, l’azienda promuoverebbe le capacità della modalità di guida autonoma in modo fuorviante, inducendo gli automobilisti a riporre un livello di fiducia eccessivo nel sistema. L’avvocato della donna ha criticato duramente la comunicazione dell’azienda: "Questa società vuole che gli automobilisti credano e affidino le loro vite a una menzogna: che il veicolo possa guidarsi da solo e farlo in sicurezza. Non può, e non lo fa". Il caso riporta al centro del dibattito la questione della responsabilità e dei limiti della guida autonoma. Una tecnologia che promette di rivoluzionare la mobilità ma che, almeno per ora, continua a richiedere la presenza attenta del conducente.


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