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Argentina: la "marea verde" esige la legge sull'aborto

Decine di migliaia di donne si sono riunite davanti al Parlamento di Buenos Aires per avere l'approvazione del testo. Tantissimi fazzoletti verdi, simbolo della battaglia, hanno accompagnato la manifestazione

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© EPA

BUENOS AIRES (Argentina) - Decine di migliaia di donne si sono riunite ieri sera davanti al Parlamento di Buenos Aires per esigere l'approvazione, una volta per tutte, di una legge che permetta in Argentina l'aborto "legale, sicuro e gratuito". Durante la manifestazione, segnata da un mare di "fazzoletti verdi", simbolo della battaglia che da anni i movimenti femminili e femministi argentini portano avanti per mettere fine alla criminalizzazione dell'interruzione della gravidanza, su un palco è stato letto un documento in cui si assicura che "il progetto di legge ha conquistato le piazze". "La nostra intenzione - hanno sottolineato le rappresentanti della protesta - è di difendere il progetto", che deve essere trattato nelle prossime settimane dai due rami del Parlamento, e che "consacra i diritti costituzionali, adeguandosi alle diverse esigenze degli organismi internazionali di cui il nostro Paese fa parte". All'incontro sono intervenute anche le donne del collettivo cileno 'Las Tesis' che hanno replicato il celebre flash-mob dal titolo 'Un violador en tu camino', con variazioni nel testo per permettere di aggiungere slogan locali. Da tempo lo spinoso tema dell'interruzione della gravidanza è al centro del dibattito politico-sociale in Argentina, e nella scorsa legislatura un progetto di legge promosso dall'allora presidente Mauricio Macri era stato approvato alla Camera, ma respinto al Senato. Giorni fa il presidente Alberto Fernández ha annunciato l'invio il primo marzo in Parlamento di un testo legislativo per regolamentare l'aborto. E in parallelo ne sarà inviato un altro per garantire il diritto ad una sufficiente alimentazione della madre e di suo figlio nei primi 1.000 giorni di vita.

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