Elezioni in Francia, le spine di Macron: ha convinto Mbappé ma non i francesi

Il partito del presidente arretra (246 seggi) e non ha la maggioranza per formare il nuovo governo. Avanza il raggruppamento di sinistra (142) capeggiato da Mélenchon. Marine Le Pen rompe gli argini e porta 89 deputati in Assemblea. Gollisti in calo ma utili per una futura coalizione governativa anche se non sarà semplice attuarla
Elezioni in Francia, le spine di Macron: ha convinto Mbappé ma non i francesi© ansa
3 min
di Biagio Angrisani

ROMA - Confermato all’Eliseo due mesi fa, Emmanuel Macron ha convinto Kylian Mbappé a restare al Psg, ma non ha ottenuto lo stesso risultato con i francesi che alle elezioni legislative non solo hanno disertato in massa le urne (astensione oltre il 53%) ma in tanti hanno anche voltato le spalle all’Ensemble! che adesso, pur essendo il primo partito francese, non ha più la maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale. Infatti, il partito di Macron con il 38,5% dei voti ha raccolto 246 seggi (cento in meno rispetto al Parlamento uscente) e ben distante dalla maggioranza di 289 seggi per governare.

SITUAZIONE COMPLICATA - Nessuno ha i voti per governare ma tutti hanno aiutato gli altri a non vincere. Ognuno interpreta però il voto a modo suo. Di certo non ha perso Marine Le Pen che gioisce: il Rassemblement National  è passato da otto a ottantanove deputati. La Nupes, raggruppamento di sinistra con leader Jean-Luc Mélenchon ha ottenuto 142 seggi. Un’affermazione importante ma non ha realizzato lo strike che sperava. Arretramento dei gollisti: i Republicains non vanno oltre i 64 seggi. Altri partiti di sinistra hanno 13 seggi, altri partiti di destra 8 seggi, partiti di centro 5 seggi, estrema destra 2 seggi, regionalisti 6 seggi. Fare il governo non sarà semplice. Macron deve per forza aprire ai gollisti per ottenere una maggioranza, ma tra i Republicains non mancano quelli che vedono il premier francese come fumo negli occhi. Discussioni anche a sinistra dove alcune componenti dell’alleanza trainata da Mélenchon, vecchia volpe della politica francese, notano la disparità in seggi ottenuta da France Insoumise che ha fatto la parte del leone, rispetto ai seggi raccolti dai socialisti ed ecologisti. E poi c’è la questione della destra lepeniana che ha rotto gli argini ed è entrata con quasi novanta deputati in Assemblea. Quest’ultimo aspetto potrebbe terremotare anche il sistema istituzionale (maggioritario). Anche la forza astensione è un dato da non sottovalutare. Ormai anche nei grandi Stati europei partecipa al voto circa il cinquanta per cento degli aventi diritto. Una volta questi dati erano “americani”, oggi sono anche europei.

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