Panariello: "Tifo Milan, ma mi dispiace per la Fiorentina"
Il commento sulla vittoria della squadra di Allegri al termine del debutto romano al teatro Brancaccio: "Devo chiamare Pieraccioni"
Domenica sera, al termine del debutto romano al teatro Brancaccio, Giorgio Panariello ha appreso la notizia della vittoria del Milan contro la Fiorentina, che ha proiettato la squadra di Allegri al comando della classifica del campionato di serie A. Divertito, il comico toscano ha fatto riferimento ai suoi amici Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni: «Me lo hanno detto... Qui c’è un casino. Io da milanista sono contento, ma in questo caso sono un po’ combattuto. Mi dispiace per la Fiorentina, per gli amici tifosi della viola. Ieri sera ero a vedere Masini, mi ha detto: “domani siamo nemici”. Mi dispiace, per lui, per Carlo Conti, che sarà più nero del solito, sicuramente la moglie non lo troverà nella notte. Anche Pieraccioni è un tifoso della Fiorentina, ma non va mai allo stadio, l’unica volta che va è quando gioca contro il Milan. Se perde non mi dice niente, se invece vince, come è capitato negli ultimi anni, mi massacra. Messaggi, foto con la maglietta della Fiorentina. Lui va allo stadio sperando che il Milan perda per massacrarmi. Finora non l’ho sentito, ma adesso lo chiamo io per prenderlo in giro».
Giorgio Panariello ha un po' di jet lag nel suo rientro dal 2045, ma tutto sommato non si lamenta. Infatti, porta avanti il suo nuovo spettacolo, dal titolo “E se domani...“ per due ore, fa ridere il pubblico del teatro Brancaccio, poi ritorna nel futuro lasciando il posto al suo Silvano per salutare gli spettatori. Replicherà lo spettacolo anche stasera e domani a Roma, poi lo porterà in giro per i principali teatri italiani (Torino, Napoli, Bari, Bologna, tantissime date nella sua Firenze), con altri 17 nuovi appuntamenti appena annunciati tra marzo e aprile 2026.
«Il futuro da come l'ho visto io è molto positivo. Basta pensare che stanno facendo studi per curare malattie come il Parkinson. Io ne vedrò solo un pezzettino, ma sarà radioso». Panariello rivela di essere stato scelto per spostarsi di vent'anni più avanti. La riflessione è nata in realtà dal suo podcast “Nel garage”, in cui ha intervistato esperti per scoprire come sarà il domani. Senza fare troppi spoiler, ne risulta che mangeremo insetti, andremo su Marte, avremo a che fare con androidi ogni giorno. «I lavori del ponte sullo Stretto nel 2045 saranno stati finalmente conclusi - rivela a un certo punto - ma non serve a nulla perché ci sono le auto volanti. E ora chi glielo dice a Salvini?». Il comico parla pure di temi politici. «Ho le mie idee ma non sono mai stato uno che fa comicità di questo tipo, perché lavoro per tutti. Però ho pensato che potesse essere giusto raccontare come potrebbe essere la politica del futuro».
Nel settore dello spettacolo, si potranno usare tecnologie come l'IA «per realizzare cose tecniche, scenografie. I cantanti ne avranno sicuramente un vantaggio, nel cinema già ce l'hanno - risponde Panariello -. Bisogna farne uso ma senza farsi usare. La mia paura più grande è che Robert De Niro muova la bocca in italiano. Già in alcuni video lo fa».
Le sue preoccupazioni per l'avvenire? «Che le nuove generazioni siano sempre più isolate». Parlando di show, non si può non fare una domanda su un eventuale passaggio di Panariello a Sanremo. «Con Carlo (Conti, n.d.r.) parlo di tutto, meno che del festival - racconta -. L'anno scorso sia io che Leonardo (Pieraccioni) sapevamo che andarci sarebbe stato troppo scontato. Quest'anno chi lo sa, magari, però giuro che non ne abbiamo ancora parlato. Adesso Carlo sta cercando di fare il cast dei più forti possibili. Mi ha anticipato che le canzoni sono molto belle». L'ipotesi di qualcuno in merito a una possibile presenza di Renato Zero (che nel suo spettacolo Panariello porta su Marte) resta un dubbio pure per il comico. «Se va lo sapremo 5 minuti prima che salga sul palco - scherza -. Renato è bravissimo a far perdere le sue tracce».
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di SpettacoloGiorgio Panariello ha un po' di jet lag nel suo rientro dal 2045, ma tutto sommato non si lamenta. Infatti, porta avanti il suo nuovo spettacolo, dal titolo “E se domani...“ per due ore, fa ridere il pubblico del teatro Brancaccio, poi ritorna nel futuro lasciando il posto al suo Silvano per salutare gli spettatori. Replicherà lo spettacolo anche stasera e domani a Roma, poi lo porterà in giro per i principali teatri italiani (Torino, Napoli, Bari, Bologna, tantissime date nella sua Firenze), con altri 17 nuovi appuntamenti appena annunciati tra marzo e aprile 2026.
«Il futuro da come l'ho visto io è molto positivo. Basta pensare che stanno facendo studi per curare malattie come il Parkinson. Io ne vedrò solo un pezzettino, ma sarà radioso». Panariello rivela di essere stato scelto per spostarsi di vent'anni più avanti. La riflessione è nata in realtà dal suo podcast “Nel garage”, in cui ha intervistato esperti per scoprire come sarà il domani. Senza fare troppi spoiler, ne risulta che mangeremo insetti, andremo su Marte, avremo a che fare con androidi ogni giorno. «I lavori del ponte sullo Stretto nel 2045 saranno stati finalmente conclusi - rivela a un certo punto - ma non serve a nulla perché ci sono le auto volanti. E ora chi glielo dice a Salvini?». Il comico parla pure di temi politici. «Ho le mie idee ma non sono mai stato uno che fa comicità di questo tipo, perché lavoro per tutti. Però ho pensato che potesse essere giusto raccontare come potrebbe essere la politica del futuro».
Nel settore dello spettacolo, si potranno usare tecnologie come l'IA «per realizzare cose tecniche, scenografie. I cantanti ne avranno sicuramente un vantaggio, nel cinema già ce l'hanno - risponde Panariello -. Bisogna farne uso ma senza farsi usare. La mia paura più grande è che Robert De Niro muova la bocca in italiano. Già in alcuni video lo fa».
Le sue preoccupazioni per l'avvenire? «Che le nuove generazioni siano sempre più isolate». Parlando di show, non si può non fare una domanda su un eventuale passaggio di Panariello a Sanremo. «Con Carlo (Conti, n.d.r.) parlo di tutto, meno che del festival - racconta -. L'anno scorso sia io che Leonardo (Pieraccioni) sapevamo che andarci sarebbe stato troppo scontato. Quest'anno chi lo sa, magari, però giuro che non ne abbiamo ancora parlato. Adesso Carlo sta cercando di fare il cast dei più forti possibili. Mi ha anticipato che le canzoni sono molto belle». L'ipotesi di qualcuno in merito a una possibile presenza di Renato Zero (che nel suo spettacolo Panariello porta su Marte) resta un dubbio pure per il comico. «Se va lo sapremo 5 minuti prima che salga sul palco - scherza -. Renato è bravissimo a far perdere le sue tracce».
