Pechino Express, Chanel Totti. Parla Filippo Laurino: "La mia fidanzata non la sta vivendo bene"
Inutile negarlo, la vera protagonista - o rivelazione, che dir si voglia - di Pechino Express 2026 è Chanel Totti. Una ragazza semplice e verace, che si sta scrollando di dosso - tappa dopo tappa - ogni pregiudizio sul suo conto. Perfetta spalla della figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi Filippo Laurino, erede della manager Graziella Lopedota. Il ragazzo è simpatico, determinato, sa il fatto suo. Anche se dopo quest'esperienza la sua quotidianità è, seppur in parte, cambiata. E a soffrirne di più sarebbe la sua fidanzata, alla quale Fili è legato da qualche tempo.
Pechino Express, Filippo Laurino e la fidanzata gelosa
"Sono fidanzato da due anni", ha raccontato Filippo Laurino al settimanale Chi. "Cosa dice la mia ragazza? Non se la sta vivendo molto bene, si fa molte paranoie, ma sa che sono un ragazzo tranquillo. Cioè, a me non interessa diventare un influencer, il mio lavoro è il videomaker: a me piace fare video e montarli". Mistero sul nome della fortunata, che di certo non ha nulla da temere da Chanel Totti. Lei e Filippo si conoscono fin dall’infanzia. "Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di legare, entrare più in confidenza. Ci conosciamo da tanti anni ma ho cinque anni più di lei, quando andavo a casa sua da ragazzino giocavo con suo fratello, Cristian", ha ricordato Filippo. E ancora: "È pigra, va spronata. All’inizio le dicevo: “Guarda che se non fai niente non faccio niente neanch’io”. E lei: “Va bene, arriviamo ultimi”. Poi, dopo un po’, ha capito che avevamo un potenziale ed è entrata nel gioco, ha capito che potevamo aiutarci a vicenda".
Chanel Totti a Pechino Express 2026
Filippo Laurino è figlio di Graziella Lopedota, manager di Ilary Blasi, Michelle Hunziker e di altri grandi nomi dello spettacolo, e di Gabriele Laurino, che lavora nella maison Armani. Sempre su Chanel Totti ha confidato: "Quando le ho detto: “Andiamo a Pechino Express?”, pensava che scherzassi. Poi abbiamo fatto il provino, e ha cominciato a crederci. E, devo dire che, con il tempo, si è adattata. A parte i primi giorni, quando dovevamo veramente capire di essere dall’altra parte del mondo, in mezzo al nulla, poi ha iniziato ad ambientarsi. Era tranquilla perché tanto sapeva che, se c’era da andare a fare delle prove, mangiare cose strane, buttarsi nel fango, sarei andato io. Però è stata utile quando dovevamo chiedere i passaggi in macchina: arrivava lì, faceva gli occhi dolci, era rassicurante. Io, a volte, non mi facevo notare, mandavo lei perché, magari, vedendomi incappucciato o con il cappellino, non mi avrebbero neanche preso in considerazione".