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Coronavirus, Djordjevic: "Vorrei si tornasse alla normalità, ma è un momento storico"

Il tecnico della Segafredo Bologna: "Lo sport è al secondo, se non al terzo posto nei nostri pensieri. Ripresa? Bisogna capire cosa vuol dire per le società continuare a giocare senza pubblico"

Coronavirus, Djordjevic:
© CIAMILLO

ROMA - "Aspettiamo anche noi, consapevoli della difficoltà del momento. Lo sport è al secondo, se non al terzo posto nei nostri pensieri". Lo ha detto il tecnico della Segafredo Bologna, Aleksandar Djordjevic, all'inizio della settimana decisiva per le sorti del campionato di Serie A, comandato prima dello stop per la pandemia di COVID-19 proprio dalla Virtus. "Nessuno ha la bolla di cristallo per capire dove si andrà - ha detto l'ex play serbo a Tutti Convocati, su Radio24 -. In questo momento palazzetti e stadi sono spazi idonei per accogliere le persone bisognose. La proposta di giocare tutti con lo scudetto sulle maglie il prossimo anno? Parliamo tutti con tanta emozione in questo momento. A tutti piacerebbe conquistare lo scudetto sul campo. Mi va bene la decisione di chi è pagato per prenderne. I ragazzi devono svolgere allenamenti a casa - ha spiegato Sasha Djordjevic -. Hanno preso dalla palestra tutto quanto potesse servirgli, se si dovesse riprendere non solo il campionato italiano, ma anche Eurocup e Eurolega, dovranno essere pronti nel corpo e nella mente, anche se non lo saranno al 100%".

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"I giocatori sono tutti arrabbiati, stavamo costruendo un ambiente che ci permetteva di esprimere il nostro gioco nel migliore dei modi, creando una grande connessione col pubblico. Era il cammino che mi ero disegnato". E ancora: "Ci siamo guadagnati alla grande quello che abbiamo fatto, partendo da investimenti fortissimi fatti dal dottor Zanetti e dal gruppo Segafredo. In questa crescita è arrivata la certezza che siamo lì, possiamo giocarci titoli importanti. Peccato che sia successo questo". Circa la possibiltà di ripresa: "Bisogna capire cosa vuol dire per le società continuare a giocare senza pubblico. Parlo dei contratti tv e sponsor, dobbiamo rispettarli e andare in campo come se fosse tutto pieno. Col pubblico ti senti più alto, grande, forte, è impagabile quello che ti dà". Il tecnico delle Vu Nere esprime un desiderio: "Vorrei si tornasse alla normalità, andare in campo, allenarci, darci la mano, abbracciarci. Noi dello sport ci siamo per dare messaggi e dare un aiuto. Questo momento però rimarrà nella storia del mondo".

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