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Trapani, gli squali vogliono la vetta e spezzare il duopolio del basket. Ecco i segreti dei siciliani

Domani contro Bologna i ragazzi di Repesa possono conquistare la vetta. Tutta un'isola è pronta alla festa
Roale
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6 min

Pubblicato il 10.05.2025, 10:50

Gli squali tornano a far paura sul serio. E non parliamo del remake del capolavoro di Spielberg, ma della stagione incredibile della Trapani Shark. La grande sorpresa del basket italiano che prova a spezzare il duopolio di Bologna e Milano. La squadra neopromossa dopo 32 anni di Purgatorio  domani proprio a Bologna si gioca il primo posto al termine della stagione regolare nello scontro diretto contro la Virtus. I numeri per i siciliani sono già da incorniciare: Trapani è in testa nei punti segnati in media a partita (94,6), negli assist (21,5), nelle palle recuperate (8,1) e nella valutazione (106.3 punti). C'è un altro primato importante, quello nei tiri da 3, col 39%. Ma il dato più incredibile è che per vedere un trapanese nella classica marcatori bisogna scendere fino alla posizione 24, occupata da Justin Robinson con 14.2. 

Il miracolo Trapani ha basi solide

La volontà era quella di essere competitiva fin da subito anche in Serie A. Ma tra il dire e il fare spesso c’è di mezzo il mare. Quello che i ragazzi di Trapani osservano tutti i giorni e che hanno iniziato a navigare con entusiasmo sin dalla prima giornata con lo stupore di un'isola intera.  Trapani non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata, perché il livello di gioco espresso e i risultati ottenuti lo certificano. Anche dopo un periodo complesso, con la prematura eliminazione dalla Coppa Italia, la squadra è stata in grado di ripartire e domani si giocherà la possibilità di chiudere la stagione regolare in testa alla classifica, in uno scontro diretto per il primo posto contro la Virtus Bologna all'ultima giornata, un risultato incredibile. 

Un mercato perfetto. E ora si punta al tricolore

Il segreto? La qualità del lavoro del patron Valerio Antonini e della dirigenza che hanno messo in piedi un roster di qualità affidato alla sapiente guida di Jasmin Repesa e alla freschezza di Andrea Diana, un binomio che fin da subito ha portato risultati positivi. Le scelte del direttore sportivo Valeriano D’Orta e del responsabile scouting Niccolò Scavuzzo sono state oculate. A partire dalla conferma dei due stranieri che hanno guidato Trapani alla promozione dalla Serie A2 alla Serie A dopo oltre trent’anni di attesa. JD Notae e Chris Horton sono rimasti in Sicilia e hanno fatto la voce grossa sin dal girone d’andata. Addirittura JD Notae, dopo la Coppa Italia, sta registrando numeri da MVP. Nessuna squadra di Serie A ha un sesto uomo del suo livello, giusto Milano, se consideriamo Armoni Brooks in casa Olimpia. Anche Horton ha meriti consistenti nella grande stagione di Trapani. Con l’arrivo di Tibor Pleiss sarebbe stato legittimo pensare a un suo ridimensionamento, ma l’apporto del centro tedesco non è stato all’altezza delle aspettative e sta faticando a inserirsi nel sistema messo in piedi da Repesa, soprattutto dal punto di vista difensivo. 

Certezza play-off

Ora che i playoff sono una certezza, Trapani deve cercare di arrivarci con la miglior posizione possibile e provare il miracolo. Per allungare le rotazioni in vista della post-season, la società ha deciso di aggiungere un lungo che porta chili e qualità nel pitturato, Derek Ogbeide, già visto in Italia con le maglie di Rimini, in Serie A2, e Pistoia, nella passata stagione. Non solo Trapani sta raggiungendo risultati che meritano grande considerazione, ma si sta muovendo bene per dare continuità a un progetto tra i più elettrizzanti degli ultimi decenni nel basket italiano. Il rinnovo di Notae e l’ingaggio di Ogbeide sono un segnale. 

Antonini, l’intuizione vincente

L’impronta di Valerio Antonini sul panorama sportivo di Trapani è stata innegabile. La sua visione, fin dall’inizio, ha ispirato un obiettivo ambizioso: stabilire una società polisportiva simile a quelle ben radicate in Spagna, come Real Madrid e Barcellona, che potesse unire sotto un unico emblema il calcio e il basket. Farlo in Sicilia, a Trapani, sembrava impossibile. Dopo aver rilevato il calcio, Antonini si è tuffato così nel mondo della pallacanestro, una sfida non priva di ostacoli. Questo impegno lo ha portato a rivolgere lo sguardo verso la sua città natale, Roma, dove ha acquisito il titolo dalla Stella Azzurra, storico pilastro del basket laziale. Questa mossa si è rivelata fondamentale per garantire a Trapani un posto nella serie A2 di basket. Con l’acquisizione del titolo, è nata la Società di Basket Trapani Shark. L’ambizione di Antonini si riflette anche nel restyling radicale del Palallio, l’habitat dello Squalo trapanese. Gli spalti, il parquet, gli spogliatoi, la copertura: tutto è parte di un’ampia ristrutturazione voluta e pianificata dall’imprenditore. Antonini ha previsto una trasformazione dell’impianto che porterà con sé innovazioni tecnologiche mai viste in città. Tra queste spicca l’introduzione del cubo al centro del parquet, un elemento tipico dei campi NBA.

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