Fontecchio esclusivo: "Io leader della Nazionale? In attacco sì ma..."

Parla l'ala dei Miami Heat: "Sappiamo che c'è tanta attesa, ma il cammino sarà complicato, il nostro è il girone più difficile"
Fabrizio Fabbri

Pronto a dare un mano, e che mano, ai colori azzurri. Con uno sguardo rivolto alla Florida dove, a meno di ribaltoni inattesi, giocherà la sua quarta stagione in Nba con i Miami Heat a cui è arrivato dai Detroit Pistons.

Simone Fontecchio, il suo bilancio professionale qual è?

«Positivo. Non rimpiango nessuna scelta, ogni esperienza mi ha aiutato ad essere il giocatore che sono. Uno che ha ancora tanto da migliorare, lo sa, e ha sempre lavorato duro anche nei momenti più complicati. Non ho paura a mettermi in discussione. Solo i presuntuosi non lo fanno. Quando ho firmato il primo contatto con i Jazz mi sono posto l’obiettivo di riuscire poi a meritarmi la conferma nella Nba. È stato così, mi sono fatto apprezzare. Ho vissuto bei momenti e altri meno buoni. Ma per essere un giocatore europeo arrivato grandicello nella lega posso dire di avercela fatta».

E le voci di qualche settimana fa di un possibile taglio da parte degli Heat?

«In Italia arrivano spesso notizie in ritardo e mal tradotte. Sono, dal 4 luglio, un giocatore di Miami e mi aspetta una nuova avventura. Poi le regole della Nba le conosciamo tutti e sappiamo che ogni cosa può accadere».


Acquista ora il tuo biglietto! Segui dal vivo la partita.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Basket

Energie rivolte ad Euro 2025

 

Ora le sue energie devo essere tutte rivolte ad Euro 2025 che sta per iniziare.

«Mancano 10 giorni alla prima palla a due contro la Grecia. Il Torneo dell’Acropolis ci servirà ad arrivare ancora più in forma. Sappiamo che c’è tanta attesa ma sappiamo anche quanto sarà complicato il cammino. Il nostro girone, per esempio, è il più difficile dei quattro. Ma siamo pronti».

Anche se come al solito ci presenteremo con un po’ meno chili e centimetri vicino a canestro?

«Sono anni ormai che è così e ci abbiamo fatto l’abitudine. Non c’è il pivottone ed allora tutti dovranno dare una mano per puntare all'obiettivo massimo. Poi la presenza di giocatori come Diouf e Niang ci porta tanta atleticità».


Acquista ora il tuo biglietto! Segui dal vivo la partita.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Basket

Il consiglio a Niang ed agli altri giovani

 

A proposito di Niang, può avere futuro nella Nba?

«Io spero per lui di si. Le qualità ci sono ma lo sa anche lui quanto sia complicato prendere la scaletta dell’aereo per andare a giocare di là. Dipende molto dalla voglia di sacrificarsi e dalla sua potenziale crescita».

E alle spalle di Niang c’è una nuova generazione che scalpita con un po’ di medaglie al collo. Cosa consiglia di fare a questi ragazzi?

«Di decidere bene per il loro futuro e guardare bene oltre frontiera visto che in Italia non li fanno giocare. Non è una polemica, per carità, ma una constatazione. I motivi sono tanti ma siamo tra le nazioni che danno meno spazio ai giovani. Ora poi con i soldi che girano nella Ncaa, e che quando io avevo l’età loro nemmeno ci sognavamo, è tutta un’altra storia».


Acquista ora il tuo biglietto! Segui dal vivo la partita.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Basket

Una squadra con tanti leader

 

Lei si sente leader dell’Italbasket?

«In attacco si, ma se in difesa prendo uno sfondamento o faccio un assist per un canestro di un compagno sono felicissimo. Percepisco la volontà della squadra di arrivare a me, ma i leader sono tanti. Prendete Nik Melli. Lui è un esempio in campo e fuori. E fuori c’è Gianmarco. Poi se Pajo (Pajola, ndc) e Marco (Spissu, ndc) mi mettono in ritmo, io i miei tiri li ho sempre presi e sempre li prenderò».

E come gestisce la pressione?

«Da sempre prima delle partite la avverto. Chi non sente le farfalle nello stomaco prima di una partita o di una gara sportiva racconta bugie. Poi ognuno ha il modo di assorbirla».

Magari qualche consiglio può chiederlo a suo papà Daniele, medaglia d’argento nei 60 ostacoli agli Europei indoor del 1986 a Madrid.

«Io ammiro chi fa sport singoli. E ancora di più quelli che, come papà, bruciano in una manciata di secondi di gara giorni e giorni di allenamento. Io fuori stagione lavoro da solo per migliorare. Dopo due ore senza la squadra attorno mi pare di impazzire. Complimenti a loro e alla forza che hanno dentro».

Eppure un tiratore quando riceve la palla e sa di dover metterla dentro un po’ solo deve sentirsi.

«No, è la squadra che ti porta a quel momento di grande responsabilità. E tu sai di dovertelo prendere. Poi se sbaglio mi arrabbio con me stesso. Non concordo con chi dice che un tiratore non pensa agli errori. Almeno per me è così. E credo per migliorarsi e ridurre al minimo le possibilità di sbagliare uno abbia un’unica strada: lavorare duro. Non si può mentire né con se stessi e neppure con gli altri. Sono questo. Ma i fatti fino a oggi mi hanno dato ragione».

©riproduzione riservata


Acquista ora il tuo biglietto! Segui dal vivo la partita.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Basket

Pronto a dare un mano, e che mano, ai colori azzurri. Con uno sguardo rivolto alla Florida dove, a meno di ribaltoni inattesi, giocherà la sua quarta stagione in Nba con i Miami Heat a cui è arrivato dai Detroit Pistons.

Simone Fontecchio, il suo bilancio professionale qual è?

«Positivo. Non rimpiango nessuna scelta, ogni esperienza mi ha aiutato ad essere il giocatore che sono. Uno che ha ancora tanto da migliorare, lo sa, e ha sempre lavorato duro anche nei momenti più complicati. Non ho paura a mettermi in discussione. Solo i presuntuosi non lo fanno. Quando ho firmato il primo contatto con i Jazz mi sono posto l’obiettivo di riuscire poi a meritarmi la conferma nella Nba. È stato così, mi sono fatto apprezzare. Ho vissuto bei momenti e altri meno buoni. Ma per essere un giocatore europeo arrivato grandicello nella lega posso dire di avercela fatta».

E le voci di qualche settimana fa di un possibile taglio da parte degli Heat?

«In Italia arrivano spesso notizie in ritardo e mal tradotte. Sono, dal 4 luglio, un giocatore di Miami e mi aspetta una nuova avventura. Poi le regole della Nba le conosciamo tutti e sappiamo che ogni cosa può accadere».


Acquista ora il tuo biglietto! Segui dal vivo la partita.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Basket
1
Fontecchio esclusivo: "Io leader della Nazionale? In attacco sì ma..."
2
Energie rivolte ad Euro 2025
3
Il consiglio a Niang ed agli altri giovani
4
Una squadra con tanti leader