Pozzecco che vince e "divide"

Pozzecco che vince e "divide"© EPA
Andrea Barocci
2 min

La meravigliosa prova degli azzurri ha sì esaltato i tifosi, ma li ha anche divisi in due fazioni: quelli che danno a Pozzecco il merito di aver compiuto un grande lavoro motivazionale con la squadra, peraltro costretta a giocare gli Europei senza Gallinari; e quelli che gli rimproverano i suoi eccessi comportamentali, eccessi che hanno privato la Nazionale del suo ct, espulso, in un momento chiave dell’incontro con la Serbia.



Ecco, per esprimere un parere sulla questione bisogna rimanere lucidi e riflettere più sulla sostanza che sulla forma, senza per questo chiudere gli occhi sul carattere di un coach che tutti conoscono da decenni. È indubbio che il clima creato dal Poz abbia aiutato i giocatori ad andare in campo con maggior leggerezza, evitando di farsi schiacciare dalle responsabilità: questo è servito e molto nel successo con la Serbia.

Però, è anche vero che la sua mancanza di freni inibitori (l’espulsione, i baci ed abbracci ai giocatori quando avrebbe dovuto subito lasciare il parquet, il pianto a dirotto successivo, l’incontrollabile e un comprensibile seppur leggermente esagerato entusiasmo a gara conclusa) alla fine potrebbero essere destabilizzanti, soprattutto nei momenti in cui rimanere freddi nel prendere decisioni tecniche diventerà una necessità.

Se il Poz capirà questo, avrà fatto un salto da gigante. E nessuno gli ricorderà la famosa favola della rana e dello scorpione...

Serbia-Italia, Pozzecco show: espulso, abbraccia tutti e si mette a piangere!


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